Ci voleva Dario, come tanti anni fa schierato al fianco del suo insegnate Luciano, per riuscire a sbloccare la situazione:
In questa foto Fabio, nostro graditissimo ospite della serata, supervisiona il lavoro di ricerca guasti.
Dopo un'attenta analisi ecco i primi timidi ma incoraggianti risultati:
Qualche cosa si intravede a video. Bastano poi pochi altri minuti ai nostri intrepidi paladini per identificare con certezza la causa: alimentazione irregolare nell'uscita 5V, corretta invece la 12V.
Preleviamo rocambolescamente 5V da un alimentatore PC ed ci interfacciamo al fusibile, ecco apparire la tanto attesa scritta:
Inizialmente la tastiera risponde a fatica, ma piano piano tutto ritorna in funzione. L'emozione è forte e l'entusiasmo alle stelle.
Questa è una macchina molto rara e per l'epoca decisamente performante.
Ora, con le idee chiare, smonteremo a dovere l'alimentatore per poi sostituire il componente guasto e riportare il tutto agli antichi splendori.
A presto con la riparazione definitiva.
mercoledì 17 aprile 2013
sabato 13 aprile 2013
Documentazione Digital
Siamo riusciti a recuperare una quantità molto considerevole di documentazione Digital:
Catalogare tutto questa montagna di carta non è stato semplice:
Per la maggior parte sono raccoglitori dedicati a sistemi VAX, in particolare a ULTRIX.
Non mancano i CD con il software. Ecco l'elenco completo.
Nella stessa occasione non ci siamo lasciati scappare alcuni supporti di memoria molto interessanti:
Ma la vera meraviglia sono i nastri perforati di avvio del PDP 9:
Eccoli contornati da tre scatole di schede IBM ad 80 colonne. Significativo l'uso dei colori per la separazione delle differenti sezioni del programma.
Non mancano anche diverse pubblicità dell'epoca e numerosi numeri di alcune interessanti riviste:
- IBM System Journal
- Rivista IBM
- Prespectives in computing
- Informatica 70
- Pixel
E' pronto l'elenco di tutti i numeri, e sono disponibili le copertine delle riviste, eccole aggiunte alla pagina dedicata alle riviste sul nostro wiki.
Catalogare tutto questa montagna di carta non è stato semplice:
Per la maggior parte sono raccoglitori dedicati a sistemi VAX, in particolare a ULTRIX.
Non mancano i CD con il software. Ecco l'elenco completo.
Nella stessa occasione non ci siamo lasciati scappare alcuni supporti di memoria molto interessanti:
Ma la vera meraviglia sono i nastri perforati di avvio del PDP 9:
Eccoli contornati da tre scatole di schede IBM ad 80 colonne. Significativo l'uso dei colori per la separazione delle differenti sezioni del programma.
Non mancano anche diverse pubblicità dell'epoca e numerosi numeri di alcune interessanti riviste:
- IBM System Journal
- Rivista IBM
- Prespectives in computing
- Informatica 70
- Pixel
E' pronto l'elenco di tutti i numeri, e sono disponibili le copertine delle riviste, eccole aggiunte alla pagina dedicata alle riviste sul nostro wiki.
martedì 9 aprile 2013
Topo Androbot: finalmente tra noi
Abbiamo avuto modo di acquistare un Topo Androbot 1° serie.
Avevamo già parlato di questa meraviglia, in occasione dell'arrivo della altrettanto affascinante Valiant Turtle, ma ora averne uno che scorazza per la sede è tutt'altra cosa. Devo ammettere che piace ai membri del nostro gruppo ...di tutte le età:
L'oggetto è arrivato senza batterie e con qualche cavo scollegato, non è stato però difficile rimetterlo in sesto.
Essendo uno dei primi esemplari prodotti è firmato da Nolan Bushnell, il fondatore di Atari e padrone della Androbot.
Per utilizzarlo al meglio è indispensabile però riuscire a recuperare una torretta IR.
Invece il software per Apple IIe è perfettamente funzionante.
Avevamo già parlato di questa meraviglia, in occasione dell'arrivo della altrettanto affascinante Valiant Turtle, ma ora averne uno che scorazza per la sede è tutt'altra cosa. Devo ammettere che piace ai membri del nostro gruppo ...di tutte le età:
L'oggetto è arrivato senza batterie e con qualche cavo scollegato, non è stato però difficile rimetterlo in sesto.
Essendo uno dei primi esemplari prodotti è firmato da Nolan Bushnell, il fondatore di Atari e padrone della Androbot.
Per utilizzarlo al meglio è indispensabile però riuscire a recuperare una torretta IR.
Invece il software per Apple IIe è perfettamente funzionante.
venerdì 5 aprile 2013
5° comPVleanno + Paolo64 parte 3 e Ultimaker
Ieri abbiamo festeggiato 5 anni di attività. E' impressionante vedere com'è ora la sede rispetto a com'era nei primi momenti. Quasi tutto lo spazio disponibile è finalmente ben sfruttato.
La sala d'ingresso accoglie i computer più vecchi e primordiali oltre a Olivetti, Apple, Sun, Silicon e Vax.
IBM ha uno spazio nel capannone, in scaffali arrivati da relativamente poco tempo. Qui le cose potrebbero seriamente migliorare.... I tavoli al centro dovrebbero trovare una collocazione più intelligente, altri scaffali ci permetteranno di non lasciare nulla a terra.
Le macchine sono, per la maggior parte, riportate agli antichi splendori e suddivise per marca o per tipologia. La stanza storica, dove tutto è iniziato, ora è adibita ad area di "test e prima accoglienza" dei pezzi appena arrivati.
Un lato, sotto alle finestre, presenta una sfilza di vecchie glorie, connesse alla rete elettrica e subito pronte all'uso. L'idea è di variare periodicamente la disposizione in modo da permettere un immediato utilizzo un po' di tutti i sistemi.
Di strada ne abbiamo fatta parecchia, ma la cosa più entusiasmante è l'amicizia che ci lega. E' stato bello brindare assieme ai numerosi progetti, veramente stimolanti, che abbiamo in corso.
Guardiamo con entusiasmo al futuro del nostro gruppo.
Eccoci riuniti nella sala che più assomiglia al museo che vorremmo realizzare un giorno: HP, Commodore, Atari, Sinclair Amstrad, ma anche tutte le console Sega e Nintendo, oltre ai supporti di memoria... (quasi) ogni cosa ha il suo posto.
Non ci siamo però limitati a far festa, come ogni primo giovedì del mese abbiamo proseguito l'assemblaggio del Paolo64; Sergio è inarrestabile e con il saldatore in mano procede spedito:
Il Rubi ha sottolineato gli aspetti più interessanti del progetto, lodando in particolare le soluzioni tecniche implementate da Paolo nella realizzazione della scheda video; ha portato le stampe degli schemi su A3 e ci abbiamo guardato tutti assieme. Organizzeremo presto un incontro dedicato ai risvolti tecnici.
Ecco il nostro stato di avanzamento. Si procede con calma, attenzione ed entusiasmo.
In parallelo Michele ha proseguito il settaggio della stampante 3D, provando differenti configurazioni del software Cura:
C'è un abisso: impostando i parametri di rifinitura alla massima risoluzione, la macchina riesce a chiudere le superfici orizzontali in modo decisamente più soddisfacente.
Ad ogni modo non siamo ancora completamente soddisfatti, l'erogazione della plastica sciolta non è ancora sufficientemente uniforme.
Il risultato è indiscutibilmente migliore rispetto allo scorso giovedì, ma non siamo ancora al 100%. Certamente ci aspettavamo di più dall'ultimo upgrade.
Come al solito, il tempo è volato: l'orologio segnava già le 02:00 quando abbiamo deciso di iniziare a spegnere i computer per poi dirigerci, soddisfatti, verso le nostre case.
La sala d'ingresso accoglie i computer più vecchi e primordiali oltre a Olivetti, Apple, Sun, Silicon e Vax.
IBM ha uno spazio nel capannone, in scaffali arrivati da relativamente poco tempo. Qui le cose potrebbero seriamente migliorare.... I tavoli al centro dovrebbero trovare una collocazione più intelligente, altri scaffali ci permetteranno di non lasciare nulla a terra.
Le macchine sono, per la maggior parte, riportate agli antichi splendori e suddivise per marca o per tipologia. La stanza storica, dove tutto è iniziato, ora è adibita ad area di "test e prima accoglienza" dei pezzi appena arrivati.
Un lato, sotto alle finestre, presenta una sfilza di vecchie glorie, connesse alla rete elettrica e subito pronte all'uso. L'idea è di variare periodicamente la disposizione in modo da permettere un immediato utilizzo un po' di tutti i sistemi.
Di strada ne abbiamo fatta parecchia, ma la cosa più entusiasmante è l'amicizia che ci lega. E' stato bello brindare assieme ai numerosi progetti, veramente stimolanti, che abbiamo in corso.
Guardiamo con entusiasmo al futuro del nostro gruppo.
Eccoci riuniti nella sala che più assomiglia al museo che vorremmo realizzare un giorno: HP, Commodore, Atari, Sinclair Amstrad, ma anche tutte le console Sega e Nintendo, oltre ai supporti di memoria... (quasi) ogni cosa ha il suo posto.
Non ci siamo però limitati a far festa, come ogni primo giovedì del mese abbiamo proseguito l'assemblaggio del Paolo64; Sergio è inarrestabile e con il saldatore in mano procede spedito:
Il Rubi ha sottolineato gli aspetti più interessanti del progetto, lodando in particolare le soluzioni tecniche implementate da Paolo nella realizzazione della scheda video; ha portato le stampe degli schemi su A3 e ci abbiamo guardato tutti assieme. Organizzeremo presto un incontro dedicato ai risvolti tecnici.
Ecco il nostro stato di avanzamento. Si procede con calma, attenzione ed entusiasmo.
In parallelo Michele ha proseguito il settaggio della stampante 3D, provando differenti configurazioni del software Cura:
C'è un abisso: impostando i parametri di rifinitura alla massima risoluzione, la macchina riesce a chiudere le superfici orizzontali in modo decisamente più soddisfacente.
Ad ogni modo non siamo ancora completamente soddisfatti, l'erogazione della plastica sciolta non è ancora sufficientemente uniforme.
Il risultato è indiscutibilmente migliore rispetto allo scorso giovedì, ma non siamo ancora al 100%. Certamente ci aspettavamo di più dall'ultimo upgrade.
Come al solito, il tempo è volato: l'orologio segnava già le 02:00 quando abbiamo deciso di iniziare a spegnere i computer per poi dirigerci, soddisfatti, verso le nostre case.
venerdì 29 marzo 2013
Slotcarduino: rendere più intriganti le piste tipo Polistil
Ieri sera abbiamo avviato un ennesimo progetto parallelo.
Questa volta utilizziamo l'Arduino, sempre a scopo fortemente didattico, per rendere più interessanti le piste tipo Polistil.
Mischiare il gioco ai primi passi nel mondo della programmazione dei micro controllori ci sembra una strada vincente per attirare bambini di ogni età.
E' inoltre intrigante abbinare ad un gioco vintage, che alla lunga potrebbe risultare un po' noioso, un micro-controllore moderno, aggiungendo così numerosi elementi nuovi e stimolanti. Questo progetto in particolare, si presta molto bene a modifiche passo passo, di complessità via via crescente:
Fase 1
- lettura dei potenziometri (lineari 10k) con Arduino e visualizzazione del valore a computer
Fase 2
- abbinamento del valore all'uscita PWM. Questo approccio ha un evidente vantaggio rispetto ai controller originali: le macchine ricevono sempre un voltaggio costante, anche se per brevi impulsi, mantenendo così un livello di coppia massima.
Dopo i primi immediati successi, abbiamo subito provato ad imbastire un breve tracciato, per verificare come le nostre auto (rigorosamente di recupero) reagiscono al PWM:
Direi abbastanza bene, ma le differenze tra una vecchia Lamborghini Polistil, due nuove Fiat 500 Abarth e un paio di Subaru da rally recuperate da piste cinesi, sono veramente notevoli.
La nostra fonte primaria sono i mercatini dell'usato in cui, con un po' di fortuna, è possibile trovare alcune piste a pochi euro.
Abbiamo già in mente numerosi sviluppi:
- semaforo
- tempi sul giro
- calcolo del consumo di carburante
- ghost car
Ma la sfida più intrigante sarà stampare con la Ultimaker dei pezzi di interfaccia per rendere compatibili i tracciati di marche diverse. Molto bello sarebbe riuscire a far comunicare una vecchia pista Polistil in scala 1:32 con queste nuove cineserie in scala 1:43.
Resterete a bocca aperta !
Un po' come noi, quando abbiamo sospeso i lavori per dedicarci alla torta.... Buona Pasqua !
Questa volta utilizziamo l'Arduino, sempre a scopo fortemente didattico, per rendere più interessanti le piste tipo Polistil.
Mischiare il gioco ai primi passi nel mondo della programmazione dei micro controllori ci sembra una strada vincente per attirare bambini di ogni età.
E' inoltre intrigante abbinare ad un gioco vintage, che alla lunga potrebbe risultare un po' noioso, un micro-controllore moderno, aggiungendo così numerosi elementi nuovi e stimolanti. Questo progetto in particolare, si presta molto bene a modifiche passo passo, di complessità via via crescente:
Fase 1
- lettura dei potenziometri (lineari 10k) con Arduino e visualizzazione del valore a computer
Fase 2
- abbinamento del valore all'uscita PWM. Questo approccio ha un evidente vantaggio rispetto ai controller originali: le macchine ricevono sempre un voltaggio costante, anche se per brevi impulsi, mantenendo così un livello di coppia massima.
Dopo i primi immediati successi, abbiamo subito provato ad imbastire un breve tracciato, per verificare come le nostre auto (rigorosamente di recupero) reagiscono al PWM:
Direi abbastanza bene, ma le differenze tra una vecchia Lamborghini Polistil, due nuove Fiat 500 Abarth e un paio di Subaru da rally recuperate da piste cinesi, sono veramente notevoli.
La nostra fonte primaria sono i mercatini dell'usato in cui, con un po' di fortuna, è possibile trovare alcune piste a pochi euro.
Abbiamo già in mente numerosi sviluppi:
- semaforo
- tempi sul giro
- calcolo del consumo di carburante
- ghost car
Ma la sfida più intrigante sarà stampare con la Ultimaker dei pezzi di interfaccia per rendere compatibili i tracciati di marche diverse. Molto bello sarebbe riuscire a far comunicare una vecchia pista Polistil in scala 1:32 con queste nuove cineserie in scala 1:43.
Resterete a bocca aperta !
Un po' come noi, quando abbiamo sospeso i lavori per dedicarci alla torta.... Buona Pasqua !
domenica 24 marzo 2013
zipit wireless messenger2
Ciao il buon Dino come al solito è riuscito a incuriosirmi con questo strano giocattolino
dal nome lungo e impronunciabile venduto solo negli usa a quanto ne so.
Si tratta di un gadget vicino alla telefonia messo in commercio nel 2007 che dovrebbe permettere di messaggiare sull’oramai defunto messenger e su altre reti di Istant Messagging oltre a riprodurre musica e forse navigare. Dico forse perché cosi come arriva in italia non riesce a connettersi alle nostre reti wifi. Le vede ma non riesce a gestire la connessione.
La ragione che lo rende molto interessante però è che si dimostra piuttosto facile da hackerare e che intorno a questo oggetto si è sviluppata una comunità di smanettoni che sono riusciti ad installare linux e a stravolgere le funzionalità iniziali.
Esistono in pratica 2 scuole. La più radicale semplicemente brasa la macchina e sostituisce il sistema operativo, il firmware e il bootloader con nuovi file.
Quella che invece ho scelto io, si limita a caricare il sistema su una scheda minisd esterna e riavviare il piccolo zipit da li.
In questo secondo caso la procedura è molto sicura indolore e tutto sommato semplice.
Il primo passo è scaricare l’archivio zip dei file da http://www.oddree.com/zipit/Z2S-v204.zip
Esistono versioni anche più avanzate ma per questa prima prova questo è perfetto.
il secondo passo è scompattare questo archivio in una scheda di tipo minisd formattata in fat 16. Nel mio caso ho recuperato una vecchia minisd di un defunto nokia n73.
bisogna quindi inserire la scheda nel dispositivo e resettare il dispositivo inserendo una punta nel forellino sulla sinistra del case.
al riavvio chiederà se si desidera la connessione wifi e se si deve configurare il punto di accesso il tutto in modalità in modalità testo. Alla fine di questa procedura saremo al prompt dei comandi. Nella prima connessione sarà davvero molto lento dovendo creare le chiavi di comunicazione e qui forse vedremo i limiti prestazionali. Poi comunque sembra essere all’altezza della situazione ma mi riservo di fare altre prove nei prossimi giorni per verificare i limiti
Questa mini-distribuzione non ha il server x e funziona da riga di comando.
Sono disponibili i principali programmi testuali come wget, netcat e midnight commander.
E’ poi disponibile il browser links2 grafico che usa il frame buffer e con tuttii limiti del caso permette di navigare su internet. Non si tratta certo di un sostituto dei normali netbook
ma è interessante e ha un prezzo davvero strepitoso. con le prestazioni credo sia allineato alla gp2x a cui assomiglia molto ma dispone di una batteria ricaricabile e di una comoda tastiera che si è rivelata abbastanza comoda oltre a un discreto wifi
In conclusione direi che si tratta di un giocattolo interessante e abbastanza abbordabile.
Forse è arrivato un po tardi: nei primi anni 2000 poteva essere molto piu interessante anche se il prezzo lo rende molto appetibile anche adesso.
sabato 23 marzo 2013
DAI computer: un piccolo gioiello del passato
Grazie ad un amico, abbiamo la possibilità di ospitare in sede un raro home computer del lontano 1979, l'Indata DAI.
La scatola è in ottime condizioni, segno di una notevole cura nella conservazione.
Aprirla è un vero piacere, sembra di rivivere i momenti magici in cui, con grande emozione ed investimento di capitali, ci si accingeva ad esplorare i primi momenti dell'informatica personale.
La dotazione è veramente completa, oltre al manuale in inglese ed a un libro di approfondimento in italiano, sono presenti anche due numeri di una fanzine edita in Olanda.
Questa macchina semi-professionale prodotta in Belgio aveva delle caratteristiche veramente strepitose per l'epoca:
- Intel 8080A a 2 mhz
- 48 k di Ram
- video 352 x 260 a 16 colori
- stereo a 3 voci più un generatore di rumore
Anche la dotazione di porte era di tutto rispetto:
bus di espansione, porta seriale, due uscite per i registratori, uscita stereo e due porte misteriose chiamate PDL1 e PDL2.
Il mio amico, ai tempi, aveva aggiunto un uscita video per il monitor oltre al sintonizzatore TV.
E' facile aprire il case, basta rimuovere quattro perni in plastica.
L'interno si presenta subito molto pulito e nessun componente appare visivamente compromesso.
Seguono i controlli di rito e un po' di lavoro di variac prima di tentare l'avvio.
Purtroppo, come predetto dal proprietario, il computer visualizza solamente una schermata nera sia con il monitor sia con il TV. Il fusibile è ok. Il led nei pressi della tastiera resta spento. Nessun integrato sembra scaldare in modo anomalo.
Seguiranno approfondimenti e notizie, restate sintonizzati !
La scatola è in ottime condizioni, segno di una notevole cura nella conservazione.
Aprirla è un vero piacere, sembra di rivivere i momenti magici in cui, con grande emozione ed investimento di capitali, ci si accingeva ad esplorare i primi momenti dell'informatica personale.
La dotazione è veramente completa, oltre al manuale in inglese ed a un libro di approfondimento in italiano, sono presenti anche due numeri di una fanzine edita in Olanda.
Questa macchina semi-professionale prodotta in Belgio aveva delle caratteristiche veramente strepitose per l'epoca:
- Intel 8080A a 2 mhz
- 48 k di Ram
- video 352 x 260 a 16 colori
- stereo a 3 voci più un generatore di rumore
Anche la dotazione di porte era di tutto rispetto:
bus di espansione, porta seriale, due uscite per i registratori, uscita stereo e due porte misteriose chiamate PDL1 e PDL2.
Il mio amico, ai tempi, aveva aggiunto un uscita video per il monitor oltre al sintonizzatore TV.
E' facile aprire il case, basta rimuovere quattro perni in plastica.
L'interno si presenta subito molto pulito e nessun componente appare visivamente compromesso.
Seguono i controlli di rito e un po' di lavoro di variac prima di tentare l'avvio.
Purtroppo, come predetto dal proprietario, il computer visualizza solamente una schermata nera sia con il monitor sia con il TV. Il fusibile è ok. Il led nei pressi della tastiera resta spento. Nessun integrato sembra scaldare in modo anomalo.
Seguiranno approfondimenti e notizie, restate sintonizzati !
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