Lo scorso venerdì ci siamo scatenati in una mega-festa di fine CoderDojo:
Per una volta invece di computer, robot, schede Arduino e componenti elettronici vari i nostri tavoli...
...erano pieni di dolci, pizze, torte salate, riso e pasta fredda !
Ma che stile ! Ecco un esercito di pinguini che, oltre ad aver conquistato tutti i nostri computer, approdano anche nei piatti.
Come auto-finanziamento vendiamo i kit che i ninja hanno utilizzato durante il BambInFestival, magliette comPVter e portachiavi tagliati al laser. Tutto rigorosamente auto-prodotto.
La festa è anche un bel momento per distribuire ai ninja gli attestati di partecipazione per le 12 sessioni frequentate in questa stagione 2014/2015.
Quest'anno abbiamo introdotto i questionari sia per i ninja che per i loro genitori. Ci serviranno per riflettere sulle modalità da adottare nel prossimo anno oltre che per capire quali sono stati gli aspetti più graditi e quelli su cui migliorarci.
Oltre sessanta persone si disperdono nelle varie stanze della nostra sede. C'è chi compila questionari, chi chiacchiera...
Chi si disseta e chi mangia, il tutto accompagnato da musica e dalla proiezione di una selezione di foto degli eventi dal 29 settembre 2014 al 30 maggio 2015.
Insomma, proprio una bella festa che ci ha dato modo di salutare i nostri ninja, scambiare opinioni coi loro genitori e stare bene, in un clima di amicizia !
lunedì 15 giugno 2015
mercoledì 10 giugno 2015
Robot & Makers 2015
Eccomi a condividere con voi le nostre impressioni sulla fiera di Novegro dello scorso weekend.
Il nostro stand, oltre 6 metri di area espositiva, accoglie tre stampanti 3D, un laser engraver e la nostra fresa.
Alcuni ninja raccontano ai visitatori le esperienze del CoderDojo, mostrando i robottini che hanno costruito nei recenti incontri.
Un'associazione come la nostra non vende assolutamente nulla al pubblico, ma dalle fiere ottiene sempre grandi ispirazioni, osservando i progetti presentati dagli altri espositori.
Il simpaticissimo tecnico di Sharebot, ad esempio, ci ha mostrato alcuni droni da lui realizzati con telai stampati 3D.
Ma è un tricottero con eliche intubate da oltre 40.000 giri al minuto, che ci lascia a bocca aperta.
Il modello si ispira alla macchina volante apparsa nel film Terminator II.
E' qualche cosa di veramente impressionante e ci scatena una pazza voglia di autocostruire un quadricottero tutto nostro. Ma la fiera Robot & Makers non era dedicata a sole macchine volanti.
Numerosi bracci robot hanno stuzzicato la nostra fantasia, ci troviamo così a discutere su come realizzare un kit per i nostri futuri incontri CoderDojo.
Questo di Arduino era uno dei più belli, ma si possono trovare anche soluzioni più semplici:
questo oggetto minimale ma comunque interessante è stato realizzato seguendo i progetti apparsi sull'Enciclopedia del Computer - de Agostini, un testo anni '80.
Viene pilotato da un Commodore 64. In effetti è abbastanza basilare, ma più che sufficiente per iniziare a giocare.
La fiera è sempre un ottimo momento per incontrare amici e per scambiarsi a voce le novità.
Nell'area retro-computing, al centro del nostro stesso padiglione, compaiono molte cosette curiose. In particolare mi piace molto una piccola esposizione di supporti di memoria (e ti pareva !). Oltre a giocare con un lettore di Minidisc Sony, vengo a conoscenza dello standard mini cassette, diverso dalle molto simili micro, e dell'incredibile Sony NT Scoopman.
Ci si inginocchia difronte ai miti di sempre. Eccomi vicino ad una Olivetti Programma 101, forse il pezzo più ambito dai collezionisti di hardware storico, ....specialmente in Italia.
Durante questa edizione si gettano le basi per future mostre e collaborazioni. Eccomi affianco a Gastone Garziera, protagonista della mostra dedicata alla Programma 101 che avevamo organizzato in Università a Pavia, ormai 3 anni e mezzo fa. E' ora di pensare ad un'altra edizione, riveduta e ampliata.
Unica nota negativa il caldo veramente pazzesco. Sotto al tendone, a causa di un blocco ai condizionatori, sabato pomeriggio abbiamo raggiunto livelli inimmaginabili. I nostri oggetti stampati 3D erano al limite dello scioglimento, la colla a caldo dei robot si è sciolta, rendendo inutilizzabili i line follower.
Fortunatamente la domenica il clima è stato leggermente meglio.... l'altro padiglione, in cui si è svolto il Radiant, al confronto del nostro sembrava una meraviglia, grazie forse a dei semplici pannelli in tessuto che schermavano leggermente l'irraggiamento.
Il nostro stand, oltre 6 metri di area espositiva, accoglie tre stampanti 3D, un laser engraver e la nostra fresa.
Alcuni ninja raccontano ai visitatori le esperienze del CoderDojo, mostrando i robottini che hanno costruito nei recenti incontri.
Un'associazione come la nostra non vende assolutamente nulla al pubblico, ma dalle fiere ottiene sempre grandi ispirazioni, osservando i progetti presentati dagli altri espositori.
Il simpaticissimo tecnico di Sharebot, ad esempio, ci ha mostrato alcuni droni da lui realizzati con telai stampati 3D.
Ma è un tricottero con eliche intubate da oltre 40.000 giri al minuto, che ci lascia a bocca aperta.
Il modello si ispira alla macchina volante apparsa nel film Terminator II.
E' qualche cosa di veramente impressionante e ci scatena una pazza voglia di autocostruire un quadricottero tutto nostro. Ma la fiera Robot & Makers non era dedicata a sole macchine volanti.
Numerosi bracci robot hanno stuzzicato la nostra fantasia, ci troviamo così a discutere su come realizzare un kit per i nostri futuri incontri CoderDojo.
Questo di Arduino era uno dei più belli, ma si possono trovare anche soluzioni più semplici:
questo oggetto minimale ma comunque interessante è stato realizzato seguendo i progetti apparsi sull'Enciclopedia del Computer - de Agostini, un testo anni '80.
Viene pilotato da un Commodore 64. In effetti è abbastanza basilare, ma più che sufficiente per iniziare a giocare.
La fiera è sempre un ottimo momento per incontrare amici e per scambiarsi a voce le novità.
Nell'area retro-computing, al centro del nostro stesso padiglione, compaiono molte cosette curiose. In particolare mi piace molto una piccola esposizione di supporti di memoria (e ti pareva !). Oltre a giocare con un lettore di Minidisc Sony, vengo a conoscenza dello standard mini cassette, diverso dalle molto simili micro, e dell'incredibile Sony NT Scoopman.
Ci si inginocchia difronte ai miti di sempre. Eccomi vicino ad una Olivetti Programma 101, forse il pezzo più ambito dai collezionisti di hardware storico, ....specialmente in Italia.
Durante questa edizione si gettano le basi per future mostre e collaborazioni. Eccomi affianco a Gastone Garziera, protagonista della mostra dedicata alla Programma 101 che avevamo organizzato in Università a Pavia, ormai 3 anni e mezzo fa. E' ora di pensare ad un'altra edizione, riveduta e ampliata.
Unica nota negativa il caldo veramente pazzesco. Sotto al tendone, a causa di un blocco ai condizionatori, sabato pomeriggio abbiamo raggiunto livelli inimmaginabili. I nostri oggetti stampati 3D erano al limite dello scioglimento, la colla a caldo dei robot si è sciolta, rendendo inutilizzabili i line follower.
Fortunatamente la domenica il clima è stato leggermente meglio.... l'altro padiglione, in cui si è svolto il Radiant, al confronto del nostro sembrava una meraviglia, grazie forse a dei semplici pannelli in tessuto che schermavano leggermente l'irraggiamento.
venerdì 5 giugno 2015
OT: Accidenti ai limiti ed alle targhe posticce !
Questa sera, dopo aver caricato il furgone per la fiera di domani e dopodomani
a cui siete tutti invitati, sono andato a ritirare la mia nuova auto.
Visto che sono ancora a piedi con quella che uso solitamente, ho chiesto al meccanico preparatore di sbrigarsi e di consegnarmela immediatamente anche se non era a posto al 100%.....
Questo è l'interno... è un po spartano, lo ammetto. Ma d'altronde cosa volete pretendere da un'auto da gara del 1978 ?
Faccio giusto in tempo ad arrivare nei pressi della rotonda di casa, abituandomi alla spigolosità del mezzo, quando il meccanico al mio fianco mi invita a schiacciare un po' di più.
E' già tardi quindi breve giretto in paese, svolta un po' brusca in piazza e poi giù dal discesone.
Alla rotonda di prima, proprio cento metri da casa, mi ferma la Polizia.....
Mi contestano subito un lieve superamento dei limiti ed i documenti in fotocopia (gli originali sono in agenzia per il passaggio di proprietà).
Il meccanico chiama sua moglie, giusto tanto per farsi confermare il tutto....
....ma soprattutto mi contestano la targa. Mi dicono che degli adesivi neri su sfondo scuro sono troppo poco leggibili, soprattutto dai sistemi automatici di rilevamento limiti. Ma vi sembra possibile ? Che io abbia forse intenzione di andare forte con una vecchia scarcassina simile ? ....del 1978 poi !
Chiedo scusa ed imploro per un minimo di comprensione....
Poi scendo definitivamente da questo sogno di auto.
Ringrazio i veri proprietari per le foto che mi hanno permesso di scattare e la mia fervida fantasia per questa bella storiella, resa possibile grazie ad un piccolo contrattempo tecnico, che ha costretto ad una sosta una delle magnifiche auto che partecipano questa sera al Rally delle 4 regioni.
...vabbè, mi sfogherò al simulatore.
Visto che sono ancora a piedi con quella che uso solitamente, ho chiesto al meccanico preparatore di sbrigarsi e di consegnarmela immediatamente anche se non era a posto al 100%.....
Questo è l'interno... è un po spartano, lo ammetto. Ma d'altronde cosa volete pretendere da un'auto da gara del 1978 ?
Faccio giusto in tempo ad arrivare nei pressi della rotonda di casa, abituandomi alla spigolosità del mezzo, quando il meccanico al mio fianco mi invita a schiacciare un po' di più.
E' già tardi quindi breve giretto in paese, svolta un po' brusca in piazza e poi giù dal discesone.
Alla rotonda di prima, proprio cento metri da casa, mi ferma la Polizia.....
Mi contestano subito un lieve superamento dei limiti ed i documenti in fotocopia (gli originali sono in agenzia per il passaggio di proprietà).
Il meccanico chiama sua moglie, giusto tanto per farsi confermare il tutto....
....ma soprattutto mi contestano la targa. Mi dicono che degli adesivi neri su sfondo scuro sono troppo poco leggibili, soprattutto dai sistemi automatici di rilevamento limiti. Ma vi sembra possibile ? Che io abbia forse intenzione di andare forte con una vecchia scarcassina simile ? ....del 1978 poi !
Chiedo scusa ed imploro per un minimo di comprensione....
Poi scendo definitivamente da questo sogno di auto.
Ringrazio i veri proprietari per le foto che mi hanno permesso di scattare e la mia fervida fantasia per questa bella storiella, resa possibile grazie ad un piccolo contrattempo tecnico, che ha costretto ad una sosta una delle magnifiche auto che partecipano questa sera al Rally delle 4 regioni.
...vabbè, mi sfogherò al simulatore.
martedì 2 giugno 2015
CoderDojo BambInFestival: ultima puntata
Siamo arrivati all'ultimo evento di BambInFestival, con un progetto veramente ambizioso:
far assemblare ai nostri ninja un robot Line Follower, basato su Arduino, utilizzando molti componenti di recupero.
Durante le nostre prove prima dell'evento il robot ha evidenziato alcune criticità, io e Sergio siamo un po' preoccupati per la piena riuscita dell'esercizio.
Ancora una volta l'aula è strapiena di facce nuove, non sarà semplice per loro districarsi in un paio di passaggi, tutt'altro che semplici, che il codice nasconde.
Laura inizia con un breve discorso presentando ai nuovi iscritti il progetto CoderDojo, accompagnata da un nutrito gruppo di ninja-mentor e poi ci dedichiamo subito al montaggio.
I grandi occupano la solita stanza dedicata alle console, questa volta sono in sedici e si sta un pochino più stretti. Non trovano però alcun problema ad assemblare il robot. Cablano il motore di spinta con l'apposito transistor e resistenza, il servocomando per lo sterzo ed il sensore di linea con infrarosso e foto-resistenza.
Anche i piccoli se la cavano piuttosto bene, ma unire assieme le due parti non è semplice: il tubo in PVC ha un diametro interno molto vicino alla dimensione del motore, ma è facile strappare i cavi di alimentazione e serve un goccio di colla a caldo per tenere tutto saldamente assieme.
Appena prima della pausa arriviamo ad avere tutti un robot completo e pronto per la programmazione.
La merenda, come al solito, è un buon momento per scambiare quattro chiacchiere e per confrontarci con l'altra classe. Ma i più accaniti ninja non vedono l'ora di tornare alle tastiere.
Come anticipavo, il codice contiene alcuni aspetti critici: serve prima centrare lo sterzo, poi bisogna rallentare il motore senza perdere in potenza. Non possiamo abusare con i delay perchè le letture del sensore devono mantenere la massima frequenza possibile.
Accendiamo quindi il motore e lo spegniamo ogni 200 millisecondi, inseguiamo poi una sorta di "grigio" che non esiste in realtà, ma che si trova a metà strada tra il valore di bianco e nero.
Immaginando di seguire il bordo destro della linea, il nostro robot devierà verso sinistra quando si trova sul nero e verso destra quando si trova sul bianco.
Tutto questo perchè abbiamo un solo sensore (per contenere i costi del kit).
Fortunatamente possiamo contare sull'aiuto di mentor giovani ma molto motivati e siamo riusciti a trasmettere chiaramente questi concetti ai partecipanti.
Il clima è sempre giocoso e vivace nella stanza grande dove i 26 piccoli si divertono collaborando tra loro.
I grandi seguono attenti e concentrati, tanto che si accorgono di qualche mio errore di battitura e mi correggono prontamente quando tralascio una parentesi graffa.
Arriva finalmente il tanto atteso momento in cui le nostre creazioni devono affrontare il difficile tracciato tutto a curve.
Solo pochissimi robot riescono a completare il circuito al primo colpo.
Alcuni richiedono aggiustaggi hardware...
...la maggior parte correzioni software, intervenendo sui limiti al raggio di sterzata, sulla velocità di spinta e sui valori di "grigio".
Piano piano (quasi) tutti i robot riescono a completare il tortuoso percorso, con grande soddisfazione per tutti.
Questa serie di eventi così ravvicinati ha messo a dura prova la nostra organizzazione: preparare i kit e le tre giornate in tutti i dettagli è stata veramente dura.
Dopo ogni incontro è necessario rismontare le creazioni dei bambini, suddividere con attenzione tutte le componenti e testare ogni cosa per la settimana successiva.
Anche il semplice pulire la sede richiede tempo e non poca energia.
Senza l'aiuto dei numerosi soci della nostra associazione che ci hanno appoggiato in diverse serate, tutto questo non sarebbe stato neanche lontanamente immaginabile.
Un enorme grazie alle tante persone che hanno risposto alla nostre richieste !
far assemblare ai nostri ninja un robot Line Follower, basato su Arduino, utilizzando molti componenti di recupero.
Durante le nostre prove prima dell'evento il robot ha evidenziato alcune criticità, io e Sergio siamo un po' preoccupati per la piena riuscita dell'esercizio.
Ancora una volta l'aula è strapiena di facce nuove, non sarà semplice per loro districarsi in un paio di passaggi, tutt'altro che semplici, che il codice nasconde.
Laura inizia con un breve discorso presentando ai nuovi iscritti il progetto CoderDojo, accompagnata da un nutrito gruppo di ninja-mentor e poi ci dedichiamo subito al montaggio.
I grandi occupano la solita stanza dedicata alle console, questa volta sono in sedici e si sta un pochino più stretti. Non trovano però alcun problema ad assemblare il robot. Cablano il motore di spinta con l'apposito transistor e resistenza, il servocomando per lo sterzo ed il sensore di linea con infrarosso e foto-resistenza.
Anche i piccoli se la cavano piuttosto bene, ma unire assieme le due parti non è semplice: il tubo in PVC ha un diametro interno molto vicino alla dimensione del motore, ma è facile strappare i cavi di alimentazione e serve un goccio di colla a caldo per tenere tutto saldamente assieme.
Appena prima della pausa arriviamo ad avere tutti un robot completo e pronto per la programmazione.
La merenda, come al solito, è un buon momento per scambiare quattro chiacchiere e per confrontarci con l'altra classe. Ma i più accaniti ninja non vedono l'ora di tornare alle tastiere.
Come anticipavo, il codice contiene alcuni aspetti critici: serve prima centrare lo sterzo, poi bisogna rallentare il motore senza perdere in potenza. Non possiamo abusare con i delay perchè le letture del sensore devono mantenere la massima frequenza possibile.
Accendiamo quindi il motore e lo spegniamo ogni 200 millisecondi, inseguiamo poi una sorta di "grigio" che non esiste in realtà, ma che si trova a metà strada tra il valore di bianco e nero.
Immaginando di seguire il bordo destro della linea, il nostro robot devierà verso sinistra quando si trova sul nero e verso destra quando si trova sul bianco.
Tutto questo perchè abbiamo un solo sensore (per contenere i costi del kit).
Fortunatamente possiamo contare sull'aiuto di mentor giovani ma molto motivati e siamo riusciti a trasmettere chiaramente questi concetti ai partecipanti.
Il clima è sempre giocoso e vivace nella stanza grande dove i 26 piccoli si divertono collaborando tra loro.
I grandi seguono attenti e concentrati, tanto che si accorgono di qualche mio errore di battitura e mi correggono prontamente quando tralascio una parentesi graffa.
Arriva finalmente il tanto atteso momento in cui le nostre creazioni devono affrontare il difficile tracciato tutto a curve.
Solo pochissimi robot riescono a completare il circuito al primo colpo.
Alcuni richiedono aggiustaggi hardware...
...la maggior parte correzioni software, intervenendo sui limiti al raggio di sterzata, sulla velocità di spinta e sui valori di "grigio".
Piano piano (quasi) tutti i robot riescono a completare il tortuoso percorso, con grande soddisfazione per tutti.
Questa serie di eventi così ravvicinati ha messo a dura prova la nostra organizzazione: preparare i kit e le tre giornate in tutti i dettagli è stata veramente dura.
Dopo ogni incontro è necessario rismontare le creazioni dei bambini, suddividere con attenzione tutte le componenti e testare ogni cosa per la settimana successiva.
Anche il semplice pulire la sede richiede tempo e non poca energia.
Senza l'aiuto dei numerosi soci della nostra associazione che ci hanno appoggiato in diverse serate, tutto questo non sarebbe stato neanche lontanamente immaginabile.
Un enorme grazie alle tante persone che hanno risposto alla nostre richieste !
martedì 26 maggio 2015
BambInFestival: sfida il tuo papà ai suoi videogiochi preferiti
La scorsa domenica abbiamo aperto le porte della nostra sede per un evento molto giocoso: una sfida tra padri e figli ai videogiochi che hanno fatto la storia.
Anche questo evento si inserisce nel calendario BambInFestival, una vera e propria festa dell'associazionismo pavese, con una particolare attenzione riservata ai più giovani.
Il nostro percorso inizia con un "giro turistico" attraverso le sale allestite a museo. Molti genitori si entusiasmano difronte al Commodore 64 ed allo Spectrum, raccontando aneddoti e trasmettendo ai figli le emozioni di allora.
Ma questa giornata è dedicata alla storia dei videogiochi, perciò non ci tratteniamo troppo a lungo nel salone dei computer. Saliamo le scale e prendiamo posto dinnanzi alle console, dopo aver reso omaggio alla Magnavox Odissey, la capostipite del mondo video-ludico.
Se in un primo mento avevamo immaginato un approccio rigorosamente cronologico, per poter apprezzare l'aumento di risoluzione e di profondità cromatica, il numero dei partecipanti ci costringe a dare accesso immediato a tutte le postazioni.
C'è così chi inizia con Pong, chi con l'intramontabile Nintendo Nes che per l'occasione sfoggia il primo Mario Bros.
Altri invece si divertono con Playstation 1 e 2, a differenza di altre console storiche sono oggi facilmente trovabili a pochi euro nei vari mercatini dell'usato, ma ancora in grado di stupire per la bellezza e la giocabilità di alcuni titoli.
Il nostro incontro ha quindi lo scopo di lanciare un messaggio: non tutto quello che è vecchio è per forza obsoleto. Molti giochi storici sono ancora oggi dei capolavori e meritano rispetto. Possono regalare ad un giocatore attento e consapevole un sicuro divertimento che permette inoltre apprezzare al meglio un mondo così fortemente evolutivo.
Siamo poi scesi nella sala simulatore, per concludere con lo stato dell'arte in ambito guida sportiva.
Tre schermi full-HD, pedana attiva, cinture con pre-tensionamento, telemetria, volante professionale... tutti accessori che emozionano più i papà. I ragazzi si limitano a guidare, con serietà e massimo impegno.
I più piccoli arrivano a fatica ai pedali.
In casi estremi ci si fa aiutare dai fratelli più grandi.
Durante i nostri incontri CoderDojo impariamo assieme a costruire semplici videogiochi, più simili ai vecchi titoli rispetto a questi concentrati di effetti grafici e modelli fisici ultra-realistici. Ora però alcuni nostri mentor stanno studiando un eccezionale ambiente di programmazione tridimensionale: Unity 3D, alla base di molti software di grande successo.
Attualmente ci sembra infattibile poter proporre a dei piccoli un'interfaccia così complessa, proveremo infatti ad organizzare prima qualche corso interno, rivolto ai nostri soci adulti.
Ma alcuni mesi fa ci sembrava ugualmente impossibile arrivare ad un progetto robotico basato su Arduino con cinquanta bambini in aula... ed invece è proprio quello che stiamo facendo. Quindi non si può mai dire cosa ci riserverà il domani !
Anche questo evento si inserisce nel calendario BambInFestival, una vera e propria festa dell'associazionismo pavese, con una particolare attenzione riservata ai più giovani.
Il nostro percorso inizia con un "giro turistico" attraverso le sale allestite a museo. Molti genitori si entusiasmano difronte al Commodore 64 ed allo Spectrum, raccontando aneddoti e trasmettendo ai figli le emozioni di allora.
Ma questa giornata è dedicata alla storia dei videogiochi, perciò non ci tratteniamo troppo a lungo nel salone dei computer. Saliamo le scale e prendiamo posto dinnanzi alle console, dopo aver reso omaggio alla Magnavox Odissey, la capostipite del mondo video-ludico.
Se in un primo mento avevamo immaginato un approccio rigorosamente cronologico, per poter apprezzare l'aumento di risoluzione e di profondità cromatica, il numero dei partecipanti ci costringe a dare accesso immediato a tutte le postazioni.
C'è così chi inizia con Pong, chi con l'intramontabile Nintendo Nes che per l'occasione sfoggia il primo Mario Bros.
Altri invece si divertono con Playstation 1 e 2, a differenza di altre console storiche sono oggi facilmente trovabili a pochi euro nei vari mercatini dell'usato, ma ancora in grado di stupire per la bellezza e la giocabilità di alcuni titoli.
Il nostro incontro ha quindi lo scopo di lanciare un messaggio: non tutto quello che è vecchio è per forza obsoleto. Molti giochi storici sono ancora oggi dei capolavori e meritano rispetto. Possono regalare ad un giocatore attento e consapevole un sicuro divertimento che permette inoltre apprezzare al meglio un mondo così fortemente evolutivo.
Siamo poi scesi nella sala simulatore, per concludere con lo stato dell'arte in ambito guida sportiva.
Tre schermi full-HD, pedana attiva, cinture con pre-tensionamento, telemetria, volante professionale... tutti accessori che emozionano più i papà. I ragazzi si limitano a guidare, con serietà e massimo impegno.
I più piccoli arrivano a fatica ai pedali.
In casi estremi ci si fa aiutare dai fratelli più grandi.
Durante i nostri incontri CoderDojo impariamo assieme a costruire semplici videogiochi, più simili ai vecchi titoli rispetto a questi concentrati di effetti grafici e modelli fisici ultra-realistici. Ora però alcuni nostri mentor stanno studiando un eccezionale ambiente di programmazione tridimensionale: Unity 3D, alla base di molti software di grande successo.
Attualmente ci sembra infattibile poter proporre a dei piccoli un'interfaccia così complessa, proveremo infatti ad organizzare prima qualche corso interno, rivolto ai nostri soci adulti.
Ma alcuni mesi fa ci sembrava ugualmente impossibile arrivare ad un progetto robotico basato su Arduino con cinquanta bambini in aula... ed invece è proprio quello che stiamo facendo. Quindi non si può mai dire cosa ci riserverà il domani !
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