Eccomi a condividere subito una falsa partenza per il progetto InMoov:
Le dita della mano destra sono state stampate malissimo dalla nostra 3Drag modificata !
La stampante, come potete vedere dalle foto, ha perso dei passi sull'asse X.
Ieri sera, quando l'ho salutata prima di andare a dormire, andava tutto bene.
Arrivati al 75% dell'opera sono iniziati i problemi e stamattina mi sono trovato la brutta sorpresa.
Cerchiamo di capire il perché:
Ho cercato di stampare 30 pezzetti piccoli in un colpo solo,
Simplify3D mi ha preventivato 10 ore circa alla massima risoluzione.
Niente di preoccupante, ho stampato pezzi decisamente più impegnativi, ma se ci soffermiamo a ragionare diventa evidente che è ben diverso stampare un pezzo solo, anche grande, rispetto che a costringere la nostra stampantina a saltellare come una forsennata da un pezzo all'altro per ogni strato.
Le cinghie sembrano ben tese e non vedo pezzi in giro, quindi non è un problema causato da improvvisi smontaggi causati dalle vibrazioni.
Ora mi confronterò questa sera con i nostri soci più esperti in stampa 3D per capire se l'errore è da ricercare nel gcode, nella comunicazione o nell'interpretazione della scheda a bordo macchina.
Intanto ci riprovo, con un file alla volta.... :-)
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giovedì 14 aprile 2016
martedì 12 aprile 2016
8° comPVleanno e partenza del progetto InMoov
Ultimamente non ho scritto molto, causa impegni personali e lavorativi, me le attività del gruppo sono sempre più numerose !
Lo scorso giovedì abbiamo festeggiato il nostro ottavo compleanno:
con un'ottima torta !
Inoltre abbiamo dato il via ad un nuovo faraonico progetto: InMoov.
Questo strabiliante androide a grandezza naturale, totalmente realizzabile con una stampante 3D è un progetto open-source realizzato da Gael Langevin.
Una vasta community di appassionati in tutto il mondo sta contribuendo con continui miglioramenti.
Per ora siamo agli inizi, abbiamo stampato solo quattro pezzi dell'avambraccio:
Come si può intuire dal centesimo nella prossima foto, non sono certo pezzettini....
Ma l'ordine di grandezza è circa 10 ore l'uno !
Ci vorrà quindi molto tempo prima di riuscire a completare questa meraviglia,
ma (prometto) vi terrò aggiornati.
Lo scorso giovedì abbiamo festeggiato il nostro ottavo compleanno:
con un'ottima torta !
Inoltre abbiamo dato il via ad un nuovo faraonico progetto: InMoov.
Questo strabiliante androide a grandezza naturale, totalmente realizzabile con una stampante 3D è un progetto open-source realizzato da Gael Langevin.
Una vasta community di appassionati in tutto il mondo sta contribuendo con continui miglioramenti.
Per ora siamo agli inizi, abbiamo stampato solo quattro pezzi dell'avambraccio:
Come si può intuire dal centesimo nella prossima foto, non sono certo pezzettini....
Ma l'ordine di grandezza è circa 10 ore l'uno !
Ci vorrà quindi molto tempo prima di riuscire a completare questa meraviglia,
ma (prometto) vi terrò aggiornati.
lunedì 7 luglio 2014
Polo Tecnologico: parlano di noi
Ancora una volta Michele porta la nostra stampante 3D sul giornale:
Sergio ha invece raccontato al pubblico le particolarità di Arduino.
Come avete modo di vedere nel post precedente, non mancavano alcuni vecchi computer.
Ecco una video intervista al nostro Michele ed a Giulia di Spazio Geco.
Sergio ha invece raccontato al pubblico le particolarità di Arduino.
Come avete modo di vedere nel post precedente, non mancavano alcuni vecchi computer.
Ecco una video intervista al nostro Michele ed a Giulia di Spazio Geco.
venerdì 6 giugno 2014
Ultimaker: parlano di noi
Oggi sul giornale locale (La Provincia Pavese) è apparso un articolo in cui parlano di noi:
Grande Michele, sempre pronto a portare avanti ed a migliorare la nostra stampante 3D.
...ed ora che arriverà presto la CNC, chi lo fermerà ? :-)
Grande Michele, sempre pronto a portare avanti ed a migliorare la nostra stampante 3D.
...ed ora che arriverà presto la CNC, chi lo fermerà ? :-)
giovedì 23 gennaio 2014
Slot Car Mercedes Safety Car, Ultimaker e stampa 3D
Siamo ormai in dirittura di arrivo con il nostro ambizioso progetto: stampare una Slot Car in scala 1:43 per la nostra pista Carrera Digital.
Riassumo in 10 passaggi:
1. Scarichiamo il file da internet: http://sketchup.google.com/ 3dwarehouse/details?mid= b392174ccfba39c6ba40136526459e e&prevstart=0
Inizia così un lungo lavoro di verifica ed ottimizzazione del sorgente:
Grazie alla pazienza di Michele si ottiene un ottimo file pronto per la stampa....
2. La nostra fidata Ultimaker inizia a stampare utilizzando il PLA nero più economico, acquistato on-line:
Cominciamo bene, superata qualche disavventura ed un clamoroso tentativo infruttuoso, il modello grezzo è pronto:
3. Rifinitura delle bavette dalla carrozzeria e rimozione dei supporti interni, necessari per sostenere il cofano ed il tetto durante il processo di stampa:
Il materiale sprecato sembra molto, ma in realtà è veramente sottilissimo e molto "rarefatto" rispetto al modello vero e proprio che risulta sorprendentemente solido e compatto.
4. Progettazione con SketchUp del telaio e stampa, totalmente autoprodotto:
Seguiti da qualche saggio intervento di pulizia e modifiche a posteriori:
5. Si passa poi a disegnare ed a stampare i cerchioni:
Il primo tentativo non ci soddisfa, a causa di qualche bug nell'interpretazione del disegno 3D da parte del programma che effettua lo slice.
Il secondo tentativo è decisamente meglio !
6. Realizzazione dei pneumatici, utilizzando pezzo di gomma, un dremel e tanta pazienza.
7. Stuccatura e decori estetici:
Si inizia con il colore di fondo, senza fare economia di mani di vernice....
Poi arrivano i dettagli. La resa dal vero è decisamente più convincente che in foto....
8. Luci: è un argomento complesso, perché osiamo tentare una riproduzione il più fedele possibile alla realtà, il che ci porta ad un numero totale di 10 LED !
Ecco il primo tentativo:
Non è perfetto, inoltre è leggermente troppo grande, ma è un punto di partenza piuttosto convincente.
Notevole l'effetto dei diversi colori:
9. Accoppiamo telaio e carrozzeria, dopo un attento lavoro di dremel per ricavare spazio per il motore elettrico ed il chip digital (che dobbiamo ancora realizzare).
Utilizziamo le spazzole ed il pin originale Carrera:
Fissiamo il tutto con 2 viti autofilettanti. Siamo finalmente pronti !
10. Ecco il primo test su strada:
C'è ancora un bel po' di lavoro da fare, ma ci siamo parecchio divertiti.
..... Ed è quello che conta !
Riassumo in 10 passaggi:
1. Scarichiamo il file da internet: http://sketchup.google.com/
Inizia così un lungo lavoro di verifica ed ottimizzazione del sorgente:
Grazie alla pazienza di Michele si ottiene un ottimo file pronto per la stampa....
2. La nostra fidata Ultimaker inizia a stampare utilizzando il PLA nero più economico, acquistato on-line:
Cominciamo bene, superata qualche disavventura ed un clamoroso tentativo infruttuoso, il modello grezzo è pronto:
3. Rifinitura delle bavette dalla carrozzeria e rimozione dei supporti interni, necessari per sostenere il cofano ed il tetto durante il processo di stampa:
Il materiale sprecato sembra molto, ma in realtà è veramente sottilissimo e molto "rarefatto" rispetto al modello vero e proprio che risulta sorprendentemente solido e compatto.
4. Progettazione con SketchUp del telaio e stampa, totalmente autoprodotto:
Seguiti da qualche saggio intervento di pulizia e modifiche a posteriori:
5. Si passa poi a disegnare ed a stampare i cerchioni:
Il primo tentativo non ci soddisfa, a causa di qualche bug nell'interpretazione del disegno 3D da parte del programma che effettua lo slice.
Il secondo tentativo è decisamente meglio !
6. Realizzazione dei pneumatici, utilizzando pezzo di gomma, un dremel e tanta pazienza.
7. Stuccatura e decori estetici:
Si inizia con il colore di fondo, senza fare economia di mani di vernice....
Poi arrivano i dettagli. La resa dal vero è decisamente più convincente che in foto....
8. Luci: è un argomento complesso, perché osiamo tentare una riproduzione il più fedele possibile alla realtà, il che ci porta ad un numero totale di 10 LED !
Ecco il primo tentativo:
Non è perfetto, inoltre è leggermente troppo grande, ma è un punto di partenza piuttosto convincente.
Notevole l'effetto dei diversi colori:
9. Accoppiamo telaio e carrozzeria, dopo un attento lavoro di dremel per ricavare spazio per il motore elettrico ed il chip digital (che dobbiamo ancora realizzare).
Utilizziamo le spazzole ed il pin originale Carrera:
Fissiamo il tutto con 2 viti autofilettanti. Siamo finalmente pronti !
10. Ecco il primo test su strada:
C'è ancora un bel po' di lavoro da fare, ma ci siamo parecchio divertiti.
..... Ed è quello che conta !
lunedì 13 gennaio 2014
Nuovi materiali per la stampante 3D !
Seguendo l'elenco dei nostri buoni propositi (vedi post precedente), inizio a rendicontare il primo punto.
Eccomi quindi a presentare i nuovi materiali:
Al centro c'è il nostro fidato PLA, anche se sembra un po' metallico, non fatevi ingannare, è il flash.
Invece molto più intrigante è il "finto legno" sulla sinistra. Finto, ma non troppo, sembra che l'80% del materiale che compone questo costoso filamento sia proprio legno...
Molto economico è invece il PET trasparente (omino a destra). La trasparenza non è al 100% perché il nostro robottino, che usiamo ormai come "prova di stampa", ha un riempimento con pattern a quadri. Sarebbe bello fare una specie di vaso per apprezzare le caratteristiche distintive di questo filamento.
Pensavate forse che la nostra nerditudine si potesse accontentare di così poco ? Certo che no ! Eccoci quindi al lavoro con qualche cosa di più "intrigante":
Esatto... è proprio un Tie Fighter Advanced X1. Credo che nessun lettore di questo blog possa ignorare il nome del pilota: nientepopodimenoche Darth Vader. (se questo nome non vi dice nulla andate subito su questo sito, e fate penitenza).
E' intrigante la tecnica costruttiva (o dovrei dire di conversione ?) di questo modello, è diviso in due pezzi:
Purtroppo ci siamo dimenticati di riattivare la funzione di retraction (una tecnica che inverte la rotazione del motore di spinta del filamento nella stampate 3D, al fine di non lasciare filamenti durante gli spostamenti veloci da una parte all'altra del modello).
Nel giro di poche ore, le due metà sono pronte. E' necessario lisciare con un po' di carta vetrata le tracce lasciate dal raft (la base di appoggio normalmente stampata per garantire una miglior adesione del modello al piano). Poi proviamo a incollare i pezzi con un po' di Attak:
Beh, il risultato è decisamente convincente, ...mi spiace che le foto non rendano giustizia...
Mi stupisce notare come siano visibili (molto più dal vero che in foto) i dettagli attorno al cockpit !
La sfera sembra formata da piccoli e percettibili spicchi, con dettagli più sottili del filamento stesso...
Ormai con il PLA ci sappiamo fare... ma è giunto il momento di mettere alla prova il nuovo materiale:
Eccoci quindi alle prese con un piedistallo, che Michele ha realizzato in pochi minuti con Sketchup.
Come le migliori miniature, la nostra realizzazione merita un bel piedistallo trasparente.
Ecco fatto ! Un piccolo forellino realizzato nella plastica del modello assicura un sufficiente appoggio, lasciando anche un minimo di possibilità di orientamento del modello.
Ora si potrebbero scaricare altri modelli 3D e realizzare un bel boardgame ambientato nell'Universo di Star Wars !
Eccomi quindi a presentare i nuovi materiali:
Al centro c'è il nostro fidato PLA, anche se sembra un po' metallico, non fatevi ingannare, è il flash.
Invece molto più intrigante è il "finto legno" sulla sinistra. Finto, ma non troppo, sembra che l'80% del materiale che compone questo costoso filamento sia proprio legno...
Molto economico è invece il PET trasparente (omino a destra). La trasparenza non è al 100% perché il nostro robottino, che usiamo ormai come "prova di stampa", ha un riempimento con pattern a quadri. Sarebbe bello fare una specie di vaso per apprezzare le caratteristiche distintive di questo filamento.
Pensavate forse che la nostra nerditudine si potesse accontentare di così poco ? Certo che no ! Eccoci quindi al lavoro con qualche cosa di più "intrigante":
Esatto... è proprio un Tie Fighter Advanced X1. Credo che nessun lettore di questo blog possa ignorare il nome del pilota: nientepopodimenoche Darth Vader. (se questo nome non vi dice nulla andate subito su questo sito, e fate penitenza).
E' intrigante la tecnica costruttiva (o dovrei dire di conversione ?) di questo modello, è diviso in due pezzi:
Purtroppo ci siamo dimenticati di riattivare la funzione di retraction (una tecnica che inverte la rotazione del motore di spinta del filamento nella stampate 3D, al fine di non lasciare filamenti durante gli spostamenti veloci da una parte all'altra del modello).
Nel giro di poche ore, le due metà sono pronte. E' necessario lisciare con un po' di carta vetrata le tracce lasciate dal raft (la base di appoggio normalmente stampata per garantire una miglior adesione del modello al piano). Poi proviamo a incollare i pezzi con un po' di Attak:
Beh, il risultato è decisamente convincente, ...mi spiace che le foto non rendano giustizia...
Mi stupisce notare come siano visibili (molto più dal vero che in foto) i dettagli attorno al cockpit !
La sfera sembra formata da piccoli e percettibili spicchi, con dettagli più sottili del filamento stesso...
Ormai con il PLA ci sappiamo fare... ma è giunto il momento di mettere alla prova il nuovo materiale:
Eccoci quindi alle prese con un piedistallo, che Michele ha realizzato in pochi minuti con Sketchup.
Come le migliori miniature, la nostra realizzazione merita un bel piedistallo trasparente.
Ecco fatto ! Un piccolo forellino realizzato nella plastica del modello assicura un sufficiente appoggio, lasciando anche un minimo di possibilità di orientamento del modello.
Ora si potrebbero scaricare altri modelli 3D e realizzare un bel boardgame ambientato nell'Universo di Star Wars !
venerdì 18 ottobre 2013
Stampa 3D al coworking SpazioGeco di Pavia
Ultimamente vi sto raccontando più di eventi e meno di macchine, ma saprò presto rimettermi in carreggiata ...abbiate solo ancora un attimo di pazienza.
Stasera si sta svolgendo una inaugurazione piuttosto interessante: apre a Pavia uno spazio di coworking
ecco il sito di SpazioGeco.
Abbiamo avuto modo di conoscere Luca, uno degli ideatori di questa iniziativa, durante i nostri incontri del giovedì sera. Quando ci ha chiesto di partecipare all'apertura al pubblico portando la nostra stampante 3D, ci è parso proprio bello accettare con entusiasmo.
Il ricchissimo aperitivo ci ha subito messi di buon umore, rincontrare vecchi amici persi di vista da anni è stato inaspettato ed estremamente piacevole.
Veramente molte persone sono intervenute durante l'inaugurazione e la nostra stampante ha destato la curiosità dei presenti:
L'instancabile Michele ha saputo raccontare le nostre esperienze con la stampa 3D ed il modo in cui questa strana macchina si inserisce nelle nostre attività di gruppo no-profit.
E' stato molto interessante paragonare la nostra Ultimaker autocostruita alle più nuove Sharebot, dal look decisamente più professionale, ma con un'area di stampa decisamente più piccola.
Quando stavo per salutare gli amici e tornare con la famiglia verso casa, ecco arrivare la Makerbot del We Do FabLab di Fontaneto D'Agogna (Novara).
E' stato molto interessante scambiare quattro chiacchiere con loro e farsi spiegare le caratteristiche del loro laser (80 Watt - 90 x 120 cm lavoro).... già perchè nella loro sede hanno un laser cutter a mio avviso molto interessante.
Insomma un evento intrigante, arricchito dalla presenza di tante persone, in cui era possibile confrontare la nostra stampante autocostruita con altre "big" pre-assemblate presenti sul mercato.
Stasera si sta svolgendo una inaugurazione piuttosto interessante: apre a Pavia uno spazio di coworking
ecco il sito di SpazioGeco.
Abbiamo avuto modo di conoscere Luca, uno degli ideatori di questa iniziativa, durante i nostri incontri del giovedì sera. Quando ci ha chiesto di partecipare all'apertura al pubblico portando la nostra stampante 3D, ci è parso proprio bello accettare con entusiasmo.
Il ricchissimo aperitivo ci ha subito messi di buon umore, rincontrare vecchi amici persi di vista da anni è stato inaspettato ed estremamente piacevole.
Veramente molte persone sono intervenute durante l'inaugurazione e la nostra stampante ha destato la curiosità dei presenti:
L'instancabile Michele ha saputo raccontare le nostre esperienze con la stampa 3D ed il modo in cui questa strana macchina si inserisce nelle nostre attività di gruppo no-profit.
E' stato molto interessante paragonare la nostra Ultimaker autocostruita alle più nuove Sharebot, dal look decisamente più professionale, ma con un'area di stampa decisamente più piccola.
Quando stavo per salutare gli amici e tornare con la famiglia verso casa, ecco arrivare la Makerbot del We Do FabLab di Fontaneto D'Agogna (Novara).
E' stato molto interessante scambiare quattro chiacchiere con loro e farsi spiegare le caratteristiche del loro laser (80 Watt - 90 x 120 cm lavoro).... già perchè nella loro sede hanno un laser cutter a mio avviso molto interessante.
Insomma un evento intrigante, arricchito dalla presenza di tante persone, in cui era possibile confrontare la nostra stampante autocostruita con altre "big" pre-assemblate presenti sul mercato.
venerdì 14 giugno 2013
Ultimaker: la peggior stampa di sempre
Ieri sera abbiamo provato a stampare una carrozzeria per realizzare la nostra prima slot-car personalizzata:
Non starò ora a descrivere i passi necessari per avere un file 3D corretto e stampabile, per questo seguirà un altro post....
Concentriamoci per ora solamente sul processo di stampa.
Partiamo subito male: all'inizio non estrude, sacrifichiamo mezzo metro di PLA in inutili test, per poi capire che il solito sistema di trascinamento aveva semplicemente rovinato un tratto di materiale.
Ne tagliamo un bel pezzo e la plastica inizia subito ad uscire.
I nostri problemi non sono però finiti: perdiamo ancora parecchio tempo facendo particolarmente fatica a regolare la distanza ottimale del piano dalla testina di fuoriuscita.
Ci rendiamo conto però di essere quasi alla fine del rotolo, contiamo le spire e stimiamo la lunghezza: non bastano i 7m circa di filo rimasto ad ultimare la stampa.
Interrompiamo per l'ennesima volta, inaugurando il rotolo nero.
Il colore è molto più lucido ed assume uno strano effetto bagnato, non è facile giudicare la qualità di stampa, ma dopo tanta fatica, sembra tutto a posto.
Sono quasi le 3 del mattino, lasciamo fiduciosi la stampante al suo lavoro notturno. Salutandoci già parliamo di vernice, led e finiture.
Questa mattina però mi aspetta una brutta sorpresa:
Questa frittata spiaccicata dovrebbe essere la nostra superba safety car Mercedes SLS ?!
La vista dell'altro lato della stampante ....è anche peggio:
Una nuvola nera di filo sottilissimo di plastica si riversa dalla struttura della nostra amata/odiata Ultimaker.
Che cosa è successo ? Un video spiega più di mille parole:
La situazione quindi non è così grave come potrebbe sembrare.
Se fossimo KO ancora per un problema di estrusione sarebbe molto peggio !
Si tratta semplicemente di un allentamento accidentale delle viti di fissaggio del motore, forse causato dall'eccessivo tensionamento introdotto in fase di regolazione delle cinghie.
Certo che, vista così la SLS non mi sembra per nulla una bella macchina:
Possiamo solo migliorare.
Questo attesta quanto lavoro di settaggio e calibrazione necessita una stampante 3D amatoriale, soprattutto se viene utilizzata ogni tanto.
La situazione quindi non è così grave come potrebbe sembrare.
Se fossimo KO ancora per un problema di estrusione sarebbe molto peggio !
Si tratta semplicemente di un allentamento accidentale delle viti di fissaggio del motore, forse causato dall'eccessivo tensionamento introdotto in fase di regolazione delle cinghie.
Certo che, vista così la SLS non mi sembra per nulla una bella macchina:
Possiamo solo migliorare.
Questo attesta quanto lavoro di settaggio e calibrazione necessita una stampante 3D amatoriale, soprattutto se viene utilizzata ogni tanto.
venerdì 24 maggio 2013
Slotcarduino e stampa 3D: interfacce per piste
Ieri sera ci siamo concentrati sul "progetto pista" ovvero la nostra un po' folle idea di rendere più intriganti le piste di tipo Polistil, utilizzando un'Arduino come micro-controllore.
Diciamo "Tipo" Polistil perché non ci limitiamo a raccogliere set di questa notevole marca, vera icona degli anni '80.
Anzi ! Preferiamo concentrare il nostro "smanettamento" a volte un po' invasivo, su riedizioni made in China, meno importanti da un punti di vista storico.
Certo che, se si potessero unire tutti i tracciati che siamo riusciti a recuperare, potremmo arrivare a dimensioni davvero ragguardevoli:
Questo è solo un esempio, frutto di un leggero lavoro di pinza e tronchesino, ancora da pulire per bene e poi testare realmente, ma comunque sufficiente a darci i giusti stimoli a proseguire nell'intento.
In alcuni punti le giunture tra i diversi tipi sono quanto mai rocambolesche, dobbiamo riuscire a fare di meglio se non vogliamo incorrere in notevoli problemi di falsi contatti e dispersioni di corrente.
Il problema è che tra le differenti edizioni variano non solo gli agganci ma anche l'interasse tra i due tracciati, rendendo il tutto purtroppo assolutamente incompatibile. Oltretutto, sarebbe molto bello poter unire sezioni in scala 1:43 ad altre in scala 1:32 !
Iniziamo così a raccogliere le idee ed a effettuare le prime misure. Michele si cimenta con SketchUp ed in pochi minuti ha pronto un file da dare in pasto alla nostra Ultimaker:
Non abbiamo però il tempo di attendere la stampa del pezzo e ci limitiamo ad osservare le prime fasi, lasciando con fiducia la nostra macchina da sola, al lavoro notturno.
Questa mattina ho recuperato il pezzo (quello grigio) che, pur essendo stato progettato con una certa fretta, sembra essere perfetto per unire una mitica sezione della Tonka Polistil Adventure Savana ad una più recente Fiat 500 Abarth, acquistata per pochi euro in un mercatino dell'usato.
Ora rimangono da unire le due sezioni con un lamierino conduttivo, in modo che l'auto riceva corrente durante il passaggio da asfalto a sterrato e poi nulla ci potrà più fermare ! Potremo così costruire la pista più lunga ed incredibile di sempre, coronando così, a distanza di anni lo ammetto, il sogno di tutti noi :-)
Diciamo "Tipo" Polistil perché non ci limitiamo a raccogliere set di questa notevole marca, vera icona degli anni '80.
Anzi ! Preferiamo concentrare il nostro "smanettamento" a volte un po' invasivo, su riedizioni made in China, meno importanti da un punti di vista storico.
Certo che, se si potessero unire tutti i tracciati che siamo riusciti a recuperare, potremmo arrivare a dimensioni davvero ragguardevoli:
Questo è solo un esempio, frutto di un leggero lavoro di pinza e tronchesino, ancora da pulire per bene e poi testare realmente, ma comunque sufficiente a darci i giusti stimoli a proseguire nell'intento.
In alcuni punti le giunture tra i diversi tipi sono quanto mai rocambolesche, dobbiamo riuscire a fare di meglio se non vogliamo incorrere in notevoli problemi di falsi contatti e dispersioni di corrente.
Il problema è che tra le differenti edizioni variano non solo gli agganci ma anche l'interasse tra i due tracciati, rendendo il tutto purtroppo assolutamente incompatibile. Oltretutto, sarebbe molto bello poter unire sezioni in scala 1:43 ad altre in scala 1:32 !
Iniziamo così a raccogliere le idee ed a effettuare le prime misure. Michele si cimenta con SketchUp ed in pochi minuti ha pronto un file da dare in pasto alla nostra Ultimaker:
Non abbiamo però il tempo di attendere la stampa del pezzo e ci limitiamo ad osservare le prime fasi, lasciando con fiducia la nostra macchina da sola, al lavoro notturno.
Questa mattina ho recuperato il pezzo (quello grigio) che, pur essendo stato progettato con una certa fretta, sembra essere perfetto per unire una mitica sezione della Tonka Polistil Adventure Savana ad una più recente Fiat 500 Abarth, acquistata per pochi euro in un mercatino dell'usato.
Ora rimangono da unire le due sezioni con un lamierino conduttivo, in modo che l'auto riceva corrente durante il passaggio da asfalto a sterrato e poi nulla ci potrà più fermare ! Potremo così costruire la pista più lunga ed incredibile di sempre, coronando così, a distanza di anni lo ammetto, il sogno di tutti noi :-)
venerdì 5 aprile 2013
5° comPVleanno + Paolo64 parte 3 e Ultimaker
Ieri abbiamo festeggiato 5 anni di attività. E' impressionante vedere com'è ora la sede rispetto a com'era nei primi momenti. Quasi tutto lo spazio disponibile è finalmente ben sfruttato.
La sala d'ingresso accoglie i computer più vecchi e primordiali oltre a Olivetti, Apple, Sun, Silicon e Vax.
IBM ha uno spazio nel capannone, in scaffali arrivati da relativamente poco tempo. Qui le cose potrebbero seriamente migliorare.... I tavoli al centro dovrebbero trovare una collocazione più intelligente, altri scaffali ci permetteranno di non lasciare nulla a terra.
Le macchine sono, per la maggior parte, riportate agli antichi splendori e suddivise per marca o per tipologia. La stanza storica, dove tutto è iniziato, ora è adibita ad area di "test e prima accoglienza" dei pezzi appena arrivati.
Un lato, sotto alle finestre, presenta una sfilza di vecchie glorie, connesse alla rete elettrica e subito pronte all'uso. L'idea è di variare periodicamente la disposizione in modo da permettere un immediato utilizzo un po' di tutti i sistemi.
Di strada ne abbiamo fatta parecchia, ma la cosa più entusiasmante è l'amicizia che ci lega. E' stato bello brindare assieme ai numerosi progetti, veramente stimolanti, che abbiamo in corso.
Guardiamo con entusiasmo al futuro del nostro gruppo.
Eccoci riuniti nella sala che più assomiglia al museo che vorremmo realizzare un giorno: HP, Commodore, Atari, Sinclair Amstrad, ma anche tutte le console Sega e Nintendo, oltre ai supporti di memoria... (quasi) ogni cosa ha il suo posto.
Non ci siamo però limitati a far festa, come ogni primo giovedì del mese abbiamo proseguito l'assemblaggio del Paolo64; Sergio è inarrestabile e con il saldatore in mano procede spedito:
Il Rubi ha sottolineato gli aspetti più interessanti del progetto, lodando in particolare le soluzioni tecniche implementate da Paolo nella realizzazione della scheda video; ha portato le stampe degli schemi su A3 e ci abbiamo guardato tutti assieme. Organizzeremo presto un incontro dedicato ai risvolti tecnici.
Ecco il nostro stato di avanzamento. Si procede con calma, attenzione ed entusiasmo.
In parallelo Michele ha proseguito il settaggio della stampante 3D, provando differenti configurazioni del software Cura:
C'è un abisso: impostando i parametri di rifinitura alla massima risoluzione, la macchina riesce a chiudere le superfici orizzontali in modo decisamente più soddisfacente.
Ad ogni modo non siamo ancora completamente soddisfatti, l'erogazione della plastica sciolta non è ancora sufficientemente uniforme.
Il risultato è indiscutibilmente migliore rispetto allo scorso giovedì, ma non siamo ancora al 100%. Certamente ci aspettavamo di più dall'ultimo upgrade.
Come al solito, il tempo è volato: l'orologio segnava già le 02:00 quando abbiamo deciso di iniziare a spegnere i computer per poi dirigerci, soddisfatti, verso le nostre case.
La sala d'ingresso accoglie i computer più vecchi e primordiali oltre a Olivetti, Apple, Sun, Silicon e Vax.
IBM ha uno spazio nel capannone, in scaffali arrivati da relativamente poco tempo. Qui le cose potrebbero seriamente migliorare.... I tavoli al centro dovrebbero trovare una collocazione più intelligente, altri scaffali ci permetteranno di non lasciare nulla a terra.
Le macchine sono, per la maggior parte, riportate agli antichi splendori e suddivise per marca o per tipologia. La stanza storica, dove tutto è iniziato, ora è adibita ad area di "test e prima accoglienza" dei pezzi appena arrivati.
Un lato, sotto alle finestre, presenta una sfilza di vecchie glorie, connesse alla rete elettrica e subito pronte all'uso. L'idea è di variare periodicamente la disposizione in modo da permettere un immediato utilizzo un po' di tutti i sistemi.
Di strada ne abbiamo fatta parecchia, ma la cosa più entusiasmante è l'amicizia che ci lega. E' stato bello brindare assieme ai numerosi progetti, veramente stimolanti, che abbiamo in corso.
Guardiamo con entusiasmo al futuro del nostro gruppo.
Eccoci riuniti nella sala che più assomiglia al museo che vorremmo realizzare un giorno: HP, Commodore, Atari, Sinclair Amstrad, ma anche tutte le console Sega e Nintendo, oltre ai supporti di memoria... (quasi) ogni cosa ha il suo posto.
Non ci siamo però limitati a far festa, come ogni primo giovedì del mese abbiamo proseguito l'assemblaggio del Paolo64; Sergio è inarrestabile e con il saldatore in mano procede spedito:
Il Rubi ha sottolineato gli aspetti più interessanti del progetto, lodando in particolare le soluzioni tecniche implementate da Paolo nella realizzazione della scheda video; ha portato le stampe degli schemi su A3 e ci abbiamo guardato tutti assieme. Organizzeremo presto un incontro dedicato ai risvolti tecnici.
Ecco il nostro stato di avanzamento. Si procede con calma, attenzione ed entusiasmo.
In parallelo Michele ha proseguito il settaggio della stampante 3D, provando differenti configurazioni del software Cura:
C'è un abisso: impostando i parametri di rifinitura alla massima risoluzione, la macchina riesce a chiudere le superfici orizzontali in modo decisamente più soddisfacente.
Ad ogni modo non siamo ancora completamente soddisfatti, l'erogazione della plastica sciolta non è ancora sufficientemente uniforme.
Il risultato è indiscutibilmente migliore rispetto allo scorso giovedì, ma non siamo ancora al 100%. Certamente ci aspettavamo di più dall'ultimo upgrade.
Come al solito, il tempo è volato: l'orologio segnava già le 02:00 quando abbiamo deciso di iniziare a spegnere i computer per poi dirigerci, soddisfatti, verso le nostre case.
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