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domenica 10 agosto 2014

Bromografo in action !

Il nostro gruppo chiude 15 giorni per ferie, ma prima di salutarci Michele, Pier ed io abbiamo deciso di testare il bromografo auto-costruito.

Prendiamo una basetta di rame presensibilizzata e togliamo la pellicola di protezione.

Appoggiamo quindi il lato fotosensibile sul piano del bromografo, a cui abbiamo precedentemente fissato con del nastro da carrozziere un lucido con un disegno graduato, fatto apposta per la calibrazione dei tempi.

Potete scaricarlo da questo sito.

Procederemo quindi mascherando le varie sezioni con un cartoncino, in modo da ottenere diverse esposizioni, in modo da identificare il tempo più adatto ad ottenere delle piste precise.

Iniziamo con 15 secondi e proseguiamo fino ad ottenere un massimo tempo di 240", pari a ben 4 minuti, come riportato nel test.

Questo bromografo, progettato e costruito da Michele, funziona veramente bene. E' molto comodo e sicuro da usare. In pochi minuti la basetta di rame è impressionata "a fette".

Il primo passaggio servirà a rivelare il disegno impressionato, un po' come si faceva un tempo per sviluppare le fotografie in bianco e nero.

Usiamo una soluzione di acqua e soda liquida.
Abbiamo cercato su internet, ma non abbiamo trovato alcun suggerimento per le percentuali di diluizione della soda liquida, ma solo per quella in grani, che non abbiamo.
Decidiamo così di procedere per tentativi, aggiungendo via via soda nei nostri 1,5 litri di acqua.

10 ml, poi 15 ml seguiti da dosi successive di 25 ml alla volta fino ad arrivare a 300 ml.

Finalmente appare qualche cosa ! 13 minuti in tutto, veramente parecchi ma essendo la prima volta ci abbiamo messo molto tempo per trovare la giusta diluizione di soda.

Michele risciacqua per bene intanto che Pier prepara l'acido per l'incisione: 100 ml di acqua, 200 ml di acido cloridrico, 100 ml di acqua ossigenata 130 volumi. Questo processo asporterà tutto il rame in eccesso.

Forse abbiamo sbagliato le dosi, la reazione è piuttosto violenta e "molto odorosa". Spalanchiamo porta e finestre.

Una puzza tremenda, il liquido all'interno si scalda parecchio.
Iniziamo a preoccuparci un pochino.

Ripeschiamo questo primo maldestro tentativo e risciacquano abbondantemente.

Non è certo il massimo, anche perché abbiamo rovinato le piste più sottili toccando la basetta con le dita durante il bagno nella prima vaschetta per capire se la soda iniziava o meno a fare effetto, successivamente abbiamo infierito nel bagno di incisione con un dosaggio un po' estremo.

Però non è neanche malissimo.
Decidiamo così di provare ancora. Questo secondo test sarà più preciso e ristretto come tempi, esponendo da 10 a 45 secondi, a fette di 5 secondi.

Vi risparmio le foto di tutti i passaggi, ma questo ci permette di scegliere 30 secondi come esposizione ottimale.

Michele allora propone di iniziare a fare sul serio: ci stampiamo un altro lucido che riporta i circuiti da lui progettati con gEDA per dotare la sua bicicletta di luci al led frontali e posteriori.

Che soddisfazione vederlo apparire così nitido e inciso ! Una sola esposizione rende decisamente meglio rispetto a numerose esposizioni successive: non ci sono le sbavature causate dagli inevitabili movimenti causati dallo spostamento del cartoncino.

Anche il bagno in acido cloridrico ed acqua ossigenata è decisamente meno violento: il rame comincia ad essere asportato dai bordi in modo più lento ed uniforme.

Un veloce passaggio in acetone per togliere l'inchiostro nero. Rimane così solamente il rame, lucido e splendente.

Con un piccolo trapano realizziamo i fori per inserire i componenti. Le piazzole più grandi ospiteranno i led smd.

Ecco fatto. Il montaggio delle luci di ingombro posteriori è completo. Ma funzionerà ?

Certamente ! Avevate dei dubbi ?

venerdì 30 maggio 2014

CNC: inizia a prendere forma

Vi presento ufficialmente il nostro progetto CNC !

Annunciato in occasione del nostro 6° compleanno, passiamo finalmente dal virtuale:

al reale:

Abbiamo appena iniziato ad imbastire i pezzi, visto che finalmente sono arrivati gli ultimi indispensabili componenti.

Alcune parti combaciano perfettamente, lasciandoci veramente molto soddisfatti.

Ma non tutto poteva andare bene al primo colpo, un paio di fori hanno infatti bisogno di un piccolo "aggiustaggio".

E' un progetto decisamente ambizioso per il nostro gruppo: una fresa a controllo numerico con un'area di lavoro di ben 1 metro per mezzo metro, con un'escursione sull'asse Z di oltre 20 cm.

C'è ancora un bel po' di lavoro da fare per completare il montaggio della struttura: dobbiamo ancora montare le guide orizzontali, i motori e la lunga vite senza fine, ora è giusto appena appena imbastita, ma già rende l'idea !

Passeremo poi alla parte elettronica: la scheda di controllo ed i micro di fine corsa, ....e per ultimo al software.

Non aspettatevi quindi un test a breve.... ma vi terrò informati passo passo, visto che come nostro solito, daremo al progetto un taglio decisamente "didattico".

sabato 17 maggio 2014

Arduino + vecchio scanner = Bromografo

Nel nostro gruppo c'è sempre molta voglia di fare.
Comperare oggetti già pronti è fin troppo facile, crediamo sia molto più istruttivo e stimolante auto-costruire.

In questi giorni Michele ha praticamente finito un progetto complesso e molto affascinante: un Bromografo.

Partendo da un vecchio scanner non funzionante, grazie ad un'Arduino, siamo riusciti a realizzare uno strumento che ci sarà molto utile per lo sviluppo di piccoli circuiti stampati, alimentando ancora di più la nostra vena "Making".

Il cuore del sistema è rappresentato da 4 lampade UV.

Contenute all'interno di una base in legno molto solida, si occuperanno del processo di foto incisione delle nostre lastre in rame.

Limitarsi ad un interruttore per accenderle e spegnerle sembrava troppo poco interessante al nostro Michele, ideatore e responsabile di questo progetto....

Allora abbiamo iniziato a parlare di timer pre-impostabile e sicurezze: ne è uscito un notevole menù, ricco di funzionalità ed analisi dei guasti:

Non mancano sensori di temperatura e foto-resistenze per controllare lo stato delle lampade.

Basta dare uno sguardo sotto al coperchio per rendersi conto di quanto lavoro è stato fatto.

La quantità di fili è impressionante, ma ora basta hardware, diamo un'occhiata al software.

bromografo_menu.ino

Sviluppato sempre da Michele, è open source ed a disposizione di chiunque voglia cimentarsi in un'avventura simile.

Utilizza le librerie OneWire, Wire per il sensore di temperatura e LiquidCrystal_I2C per lo schermo LCD.

Alcuni caratteri personalizzati permettono di realizzare semplici ma efficaci effetti grafici, che rappresentano lo stato delle lampade e l'avanzamento dell'esposizione.

Il sistema procede con i controlli del caso, attende le impostazioni dell'utente e poi passa attraverso una serie di stati per arrivare finalmente alla luce:

Un paio di microswitch assicurano la chiusura del coperchio, in modo da salvaguardare gli occhi degli utenti. A presto con un primo test !

mercoledì 12 giugno 2013

Paolo64 parte 5: ultimata la mainboard, + il nuovo CX80 !

Lo scorso incontro, come tutti i primi giovedì del mese, abbiamo proseguito il montaggio del progetto Paolo64.


La mainboard è finalmente completa, passiamo ora alle altre schede.
Contemporaneamente mi è capitato di trovare in rete un progetto simile (anche se meno complesso) che vale la pena approfondire:

Si chiama CX 80, anche questo oggetto è frutto del lavoro di un italiano: Calogiuri Enzo Antonio.

Basato anch'esso sullo Z80 (questa volta però emulato e non originale) ha 32k di Ram e tastiera PS/2.
La modalità video si limita però ad una semplice 38 x 25 caratteri in bianco e nero.

Ecco qualche video:


Il costo ? Un ordine di grandezza meno di Paolo64: circa 25 € !


Credo che, appena finito il nostro primo Z80, ne assembleremo un altro :-)
...queste iniziative vanno supportate !

sabato 16 febbraio 2013

Paolo64: un computer da autocostruire - parte 1

Ho voluto apposta recuperare per questo primo articolo (di una serie) il titolo di un vecchio post, che risale ormai a oltre 2 anni fa, perchè le analogie sono molte.

Entrambi parlano di un computer da autocostruire, pratica assai comune alla fine degli anni '70 e per i primi anni '80. Durante i difficili inizi dell'era dei personal computer non era certamente facile per la maggior parte delle persone, specialmente in Italia, riuscire a raccogliere i fondi necessari ad acquistare un elaboratore.
I più bravi risparmiavano rivolgendosi ai kit da assemblare con il saldatore, ma i migliori invece, le persone con veramente molte capacità e costanza, progettavano il tutto da soli.
Spesso, in mancanza di ispirazione o voglia di realizzare una piccola serie, si usava dare il proprio nome alla creatura, ecco quindi AlbertOs del 1985.

Ma sarebbe possibile fare altrettanto oggi ?
Direi non negli stessi termini, ovvero non credo che si possano realizzare in casa schede stampate con la complessità necessaria a realizzare una macchina paragonabile a quelle attualmente in commercio.
Ma è altrettanto affascinante provare a riprogettare un computer basato sull'intramontabile Zilog Z80, e come nel caso di AlbertOs, con il CP/M come sistema operativo, utilizzando però della componentistica acquistabile al giorno d'oggi.

L'amico Paolo ha colto la sfida, dando il via a questo affascinate progetto.
Sul newsgroup dedicato alla scena retrocomputing italiana, si è sparsa la voce, così assieme a Michele abbiamo deciso di seguirlo, avventurandoci in questa impresa.

Ancora una volta Michele si è dimostrato preziosissimo: dopo il bellissimo progetto hard disk per Commodore 64, questa volta si è preso l'incarico di reperire tutti i componenti da numerosi fornitori e comporre così due kit, uno per lui ed uno per noi. Come vorremmo che abitasse più vicino a Pavia, invece che a diverse centinaia di chilometri di distanza !

Il suo esemplare è praticamente ultimato, ecco come verrà (spero) anche il nostro:

Ora come ora noi siamo solo agli inizi, vorremo procedere con calma, dando un taglio più didattico possibile a questa nostra nuova esperienza. E' una impareggiabile occasione per imparare veramente i fondamenti dell'informatica.

Dedicheremo quindi i primi giovedì dei prossimi mesi al montaggio ed alla comprensione di questo affascinante moderno-retro-computer, cercando di analizzare e capire le scelte compiute da Paolo.

Ecco l'unboxing, sul tavolo preparato appositamente per l'occasione.

Si procede con una prima occhiata alle schede, gli stampati sono ricchi di commenti e abbelliti con simpatiche frasi.

Per passare poi ad una precisa suddivisione e catalogazione dei componenti elettronici.

Ecco il risultato finale:
Il primo giovedì di marzo inizierà il montaggio ! Non perdetevi la prossima puntata :-)

lunedì 27 luglio 2009

un 4bit da costruire

(o da comprare già pronto)!
La ditta giapponese otona-no-kagaku ha rilasciato una piattaforma a 4bit
programmabile tramite tastierino esadecimale.



Didatticamente è molto interessante perchè rispecchia le metodologie di programmazione dei primi elaboratori. Si può trovare ad un prezzo piuttosto contenuto su e-bay.

Questo affascinante prodotto ricorda per diversi aspetti l'italianissima Arduino di cui abbiamo parlato diverse volte negli incontri del giovedì.



...Credo che prima o poi la nostra associazione debba rivolgere il proprio interesse verso questi affascinanti argomenti, un po' "terra di confine" tra l'informatica e la robotica.

lunedì 13 luglio 2009

Un orologio basato sull'Intel 8008



Non c'è limite all'immaginazione.
Len Bayles, ha realizzato il progetto di un orologio basato sul mitico processore 8bit di casa Intel: l'8008. Il prototipo ha visto la luce dopo 3 anni di duro lavoro, tutto perfettamente documentato.

E' affascinante soffermarsi sull'analisi di alcuni link relativi agli elaboratori che impiegavano questo processore, tra i più famosi spicca il Mark 8, venduto in scatola di montaggio da Radio-Electronics nel 1973.

giovedì 18 giugno 2009

Un computer Z80 da autocostruire



Segnalo questo interessantissimo sito in cui è possibile trovare tutte le informazioni necessarie ad autocostruire il computer basato sul mitico Z80, pubblicato da Nuova Elettronica dal 1979 in poi.

La prima fase del progetto prevede 8 diplay a 7 segmenti e tastiera esadecimale.
La seconda fase porta la macchina ad essere configurata con monitor e tastiera.

Sono numerosissime le espansioni possibili, come ad esempio: floppy drive, interfaccia registratore a cassette, video hi-res ed addirittura hard disk.

Il sito è veramente completissimo e decisamente ricco di preziosi contenuti: è possibile trovare praticamente tutto su questo sistema, dagli articoli in PDF pubblicati originariamente sulla rivista agli schemi elettrici corretti... Sono presenti realmente tutte le informazioni e le immagini dei software necessari a riportare in vita questa affascinante macchina.

Esiste anche un progetto semplificato basato sullo stesso concetto.

giovedì 7 maggio 2009

un oggetto da sogno



In alcuni altri post mi è capitato di illustrare alcune schede "tutto fare", ma questa FPGA ARCADE ha caratteristiche veramente notevoli:
Emula anche sistemi a 16 bit come Amiga e Atari ST !

Con queste premesse un'occhiata al sito del produttore è decisamente d'obbligo !