Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...ehm, scusate !
...Forse non così lontano, ma comunque un bel po' di anni fa, c'erano dei giochini portatili piuttosto rudimentali e senza alcun processore vero e proprio, ma decisamente simpatici !
Ecco alcuni esemplari che siamo riusciti a recuperare:
Tomy Formula 1
Uscito nel 1978 è uno dei più vecchi che ho. Purtroppo inserendo le pile si sente solo un rumoraccio. Guardiamoci dentro:
Le auto scorrono su un nastro simile ad un negativo di pellicola, attraverso il selettore delle marce si può cambiare la velocità di scorrimento ...e quindi dell'auto. E' bastato muovere un po' il motore e verificare gli allineamenti per riportarlo in vita.
Lo scopo del gioco è riuscire ad evitare il traffico.
Tomy Terra Hit
Altro pezzo, datato 1979, Terra-HIt è stato di gran lunga il mio preferito. Alla guida della mia astronave, dovevo difendere il nostro pianeta dall'invasione aliena. Peccato che anche questo non da segni di vita. Rimuoviamo le viti:
Concettualmente è simile al precedente, l'unica complicazione è data dal missile luminoso che deve intercettare le navi. è possibile guidarne la traiettoria con l'apposita rotella.
Anche in questo caso sono bastati pochi minuti per rimetterlo in sesto.
Unimex Led Pinball
Questo flipper è veramente divertente, ma non sono sicuro che al suo interno non sia presente un processore... Ad ogni modo, una serie di led simulano in modo molto credibile i rimbalzi della pallina. E' stato un fedele compagno di giochi per un bel po' di pomeriggi piovosi.
E' ancora perfettamente funzionante.
Spectra Jet
Saltiamo al 1989 con questo gioco inspirato a Top Gun. Un particolare proiettore riversa su un video traslucido le immagini contenute in un disco rotante. Quando ho trovato questo oggetto in un banchetto a Marzaglia, purtroppo senza joystick originale, non ho resistito.
Il video non funziona bene, allora, rimosse numerose viti, tento invano di aprirlo senza danneggiare il case in plastica. Per ora mi consolo con un video trovato sul tubo:
Tomy Tricky Traps e Giochi preziosi Tranellone
Un remake recente del vecchio Tomy Tricky Traps (che ci manca!) è stato regalato a mio figlio Matteo. Non è per nulla facile arrivare in fondo al primo colpo !
Sega-Tyco Video Driver Console
Ho la sciato per ultima questa piccola meraviglia del 1988.
In un primo momento credevo che non ci fosse alcuna interazione tra il video su cassetta ed il gioco,lasciando il tutto alla fantasia del giocatore
invece osservando questo video, che ho trovato sempre sul tubo, mi giunge il sospetto che le barre bianche stiano a indicare l'area in cui deve stare l'automobile. In effetti in corrispondenza del supporto su cui poggi l'auto noto un piccolo led...
Vedo di recuperare un videoregistratore.... :-)
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sabato 7 dicembre 2013
lunedì 13 giugno 2011
Le origini di Simon Say
Non è il titolo di un nuovo romanzo autobiografico, ma una breve riflessione sull'origine di un mito: Simon della Milton Bradley.

L'originale rotondo qui sopra raffigurato continua a mancare sui nostri scaffali, ma con l'arrivo della versione Super, ho iniziato ad esplorarne le origini.

Questo primordiale gioco elettronico nasce come cabinato da bar in casa Atari con il nome di "Touch Me" (ecco il flyer).

Non riscuotendo un grande successo, la casa Americana ripropone lo stesso schema di gioco in versione tascabile:

Ma sarà proprio la MB con la fortunata versione tonda a trasformare questo capolavoro in una icona degli anni '80, ancora oggi attuale e divertente.

L'originale rotondo qui sopra raffigurato continua a mancare sui nostri scaffali, ma con l'arrivo della versione Super, ho iniziato ad esplorarne le origini.

Questo primordiale gioco elettronico nasce come cabinato da bar in casa Atari con il nome di "Touch Me" (ecco il flyer).

Non riscuotendo un grande successo, la casa Americana ripropone lo stesso schema di gioco in versione tascabile:

Ma sarà proprio la MB con la fortunata versione tonda a trasformare questo capolavoro in una icona degli anni '80, ancora oggi attuale e divertente.
lunedì 16 maggio 2011
Il ritorno del Big Trak
La scorsa settimana per 19,99 sterline abbiamo acquistato l'edizione 2010 del mitico Big Trak. Avendone uno originale ormai da qualche mese in sede, è stato impossibile resistere ad una prova competitive.

Ad una prima vista sembra una copia veramente ben fatta, esteticamente è molto simile.
Ma indagando, neanche troppo a fondo le differenze saltano all'occhio:

Il sotto è decisamente meno uguale rispetto alla parte superiore,

anche l'interasse delle ruote cambia, nel nuovo modello gli assali sono più distanziati,

ma è l'alimentazione ad aver subito la revisione più profonda: da 6V si scende a 4,5V,

ed anche la scheda elettronica viene alimentata allo stesso voltaggio, non è quindi più necessaria la pila a 9V nello sportello superiore:

Il funzionamento è veramente molto fedele all'originale, l'estetica è ben riprodotta e non mancano gli adesivi da applicare per rendere questo clone quasi indistinguibile dal mitico Big Trak.
Il destino di questo nuovo arrivo è però segnato: sarà presto vivisezionato per far posto ad una scheda Arduino ed a un po' di sensori.

Ad una prima vista sembra una copia veramente ben fatta, esteticamente è molto simile.
Ma indagando, neanche troppo a fondo le differenze saltano all'occhio:

Il sotto è decisamente meno uguale rispetto alla parte superiore,

anche l'interasse delle ruote cambia, nel nuovo modello gli assali sono più distanziati,

ma è l'alimentazione ad aver subito la revisione più profonda: da 6V si scende a 4,5V,

ed anche la scheda elettronica viene alimentata allo stesso voltaggio, non è quindi più necessaria la pila a 9V nello sportello superiore:

Il funzionamento è veramente molto fedele all'originale, l'estetica è ben riprodotta e non mancano gli adesivi da applicare per rendere questo clone quasi indistinguibile dal mitico Big Trak.
Il destino di questo nuovo arrivo è però segnato: sarà presto vivisezionato per far posto ad una scheda Arduino ed a un po' di sensori.
domenica 27 marzo 2011
Le prime parole del Grillo
Chi di voi non ricorda la mitica frase "Non ricevo, riprova e controlla?" pronunciata dal Grillo Parlante Clementoni?
Lo scorso giovedì abbiamo avuto la fortuna di ricevere in dono la prima versione di questo eccezionale gioco elettronico prodotto dalla Texas Instruments: lo Speak & Spell.

L'esemplare è in perfette condizioni, completo di scatola in italiano e istruzioni. Essendo però una primissima versione, parla solamente in inglese.
Questo giocattolo era veramente avveniristico per l'epoca, aveva come cuore uno dei primissimi microprocessori, il TMS-1000 a 4 bit.
E' stato utilizzato, con alcune modifiche, anche da E.T. l'extraterrestre per telefonare a casa:

Seguendo questo illustre esempio, molti si sono cimentati ad aggiungere componentistica per sfruttare al massimo questa piattaforma, il web è infatti pieno di progetti a volte anche estremi.
Chi volesse ora provarne una versione virtuale, può semplicemente cliccare qui.
Lo scorso giovedì abbiamo avuto la fortuna di ricevere in dono la prima versione di questo eccezionale gioco elettronico prodotto dalla Texas Instruments: lo Speak & Spell.

L'esemplare è in perfette condizioni, completo di scatola in italiano e istruzioni. Essendo però una primissima versione, parla solamente in inglese.
Questo giocattolo era veramente avveniristico per l'epoca, aveva come cuore uno dei primissimi microprocessori, il TMS-1000 a 4 bit.
E' stato utilizzato, con alcune modifiche, anche da E.T. l'extraterrestre per telefonare a casa:

Seguendo questo illustre esempio, molti si sono cimentati ad aggiungere componentistica per sfruttare al massimo questa piattaforma, il web è infatti pieno di progetti a volte anche estremi.
Chi volesse ora provarne una versione virtuale, può semplicemente cliccare qui.
domenica 28 febbraio 2010
Omnibot: ...eppur si muove !
Eccoci, tutti commossi, ad assistere ai primi passi del nostro piccolo robot, tornato alla vita dopo le sapienti cure di Sergio.
Ora non ci resta che pulire per bene i contatti ossidati del telecomando e reperire una batteria adatta per avere un Omnibot in perfetta efficienza.
martedì 2 febbraio 2010
Giocattoli intelligenti
Questa volta vorrei attrarre la vostra attenzione su di un aspetto più ludico che informatico, proponendo una carrellata di alcuni protagonisti dei "sogni proibiti" di un bimbo degli anni ottanta.
Inizio con il Big Trak:

questo misto tra mezzo lunare e carro armato giganteggiava in quarta di copertina di un Topolino che dovrei avere ancora da qualche parte. Completamente programmabile grazie al tastierino visibile in figura, ha la possibilità trainare un piccolo rimorchio (opzionale) e ribaltare il carico una vola giunto a destinazione. Non ho mai avuto la possibilità di vederne uno dal vivo.
Valiant Turtle

Tralasciamo i ricordi per analizzare nel dettaglio un magnifico esempio di giocattolo programmabile che è invece presente nella nostra sede. Questa tartaruga è un prodotto inglese anni 80, destinato ai bambini che desiderano acquisire i rudimenti della programmazione attraverso il linguaggio LOGO. Originariamente programmabile attraverso un BBC Micro, un Apple II o un C64, necessita di una interfaccia IR che purtroppo è stata smarrita dall'originale proprietario. Tenteremo un reverse engineering della periferica attraverso la piattaforma Arduino.
Proseguo la lista con il mitico Topo Androbot:

E' forse la massima espressione della robotica di quegli anni, sviluppato da Nolan Bushnell, fondatore di Atari e di una fortunata catena di ristornati. E' possibile programmare questa vera meraviglia con l'Apple II sia in LOGO che in Basic. Ricordo di averne visto uno dal vero in una edizione dello SMAU negli anni d'oro.
Chiude questa sfilata, che invito i più esperti ad ampliare, l'Omnibot di Tomy.

La prima versione di questo grande robot vagamente antropomorfo farà presto bella mostra di sé in sede. Si caratterizza per un linguaggio di programmazione proprietario e per la possibilità di registrare le istruzioni su di una comune musicassetta grazie al registratore incorporato, proprio come gli home-computer a lui contemporanei. Un orologio integrato permette di avviare il programma registrato alla data ed all'ora prefissata, come spiega dettagliatamente il manuale. Molte curiose informazioni sono reperibili anche qui.
Successivamente, per fare un confronto, preparerò un post dedicato ai giochi programmabili reperibili al giorno d'oggi.
Inizio con il Big Trak:

questo misto tra mezzo lunare e carro armato giganteggiava in quarta di copertina di un Topolino che dovrei avere ancora da qualche parte. Completamente programmabile grazie al tastierino visibile in figura, ha la possibilità trainare un piccolo rimorchio (opzionale) e ribaltare il carico una vola giunto a destinazione. Non ho mai avuto la possibilità di vederne uno dal vivo.
Valiant Turtle
Tralasciamo i ricordi per analizzare nel dettaglio un magnifico esempio di giocattolo programmabile che è invece presente nella nostra sede. Questa tartaruga è un prodotto inglese anni 80, destinato ai bambini che desiderano acquisire i rudimenti della programmazione attraverso il linguaggio LOGO. Originariamente programmabile attraverso un BBC Micro, un Apple II o un C64, necessita di una interfaccia IR che purtroppo è stata smarrita dall'originale proprietario. Tenteremo un reverse engineering della periferica attraverso la piattaforma Arduino.
Proseguo la lista con il mitico Topo Androbot:

E' forse la massima espressione della robotica di quegli anni, sviluppato da Nolan Bushnell, fondatore di Atari e di una fortunata catena di ristornati. E' possibile programmare questa vera meraviglia con l'Apple II sia in LOGO che in Basic. Ricordo di averne visto uno dal vero in una edizione dello SMAU negli anni d'oro.
Chiude questa sfilata, che invito i più esperti ad ampliare, l'Omnibot di Tomy.

La prima versione di questo grande robot vagamente antropomorfo farà presto bella mostra di sé in sede. Si caratterizza per un linguaggio di programmazione proprietario e per la possibilità di registrare le istruzioni su di una comune musicassetta grazie al registratore incorporato, proprio come gli home-computer a lui contemporanei. Un orologio integrato permette di avviare il programma registrato alla data ed all'ora prefissata, come spiega dettagliatamente il manuale. Molte curiose informazioni sono reperibili anche qui.
Successivamente, per fare un confronto, preparerò un post dedicato ai giochi programmabili reperibili al giorno d'oggi.
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