Oggi sulla Provincia Pavese si parla di una nostra nuova iniziativa:
Dopo la presentazione di questa "arte marziale digitale", avvenuta alcuni mesi fa, siamo ora orgogliosi di annunciare ufficialmente l'apertura del dojo di Pavia.
Zanshin Tech nasce a Genova poco più di un anno fa grazie a Claudio Canavese ed al suo team, all'interno dell'associazione Alid. Abbiamo avuto modo di conoscerli e di entusiasmarci per il loro approccio al problema del CyberBullismo ed abusi in rete.
Dopo un periodo di training, siamo pronti ad esportare questo modello dal capoluogo ligure ed aprire la prima palestra in Lombardia.
L'appuntamento è lunedì 28 settembre, ore 21:00 in via del Commercio 13 - Cura Carpignano, in sede comPVter, per raccogliere le iscrizioni.
sabato 26 settembre 2015
mercoledì 16 settembre 2015
Sinclair: non solo computer
Questa volta il nostro socio Carlo ha portato da esporre nell'area museo un pezzo molto particolare:
Ecco il frequenzimetro digitale Sinclair PFM 200, che acquistò personalmente diversi anni fa, quando quest'oggetto era ancora all'avanguardia.
Dal lontano 1979 è tutt'ora perfettamente funzionante, altro che le membrane dello Spectrum.
Mi piace l'idea di affiancare il case plastico di questo strumento alla calcolatrice Sinclair Oxford Scientific del 1976... è praticamente identico !
Completo questa breve presentazione con una pubblicità trovata qui, notevole il prezzo in Italia, soprattutto se paragonato al prezzo di lancio in UK: £ 54.
Ecco il frequenzimetro digitale Sinclair PFM 200, che acquistò personalmente diversi anni fa, quando quest'oggetto era ancora all'avanguardia.
Dal lontano 1979 è tutt'ora perfettamente funzionante, altro che le membrane dello Spectrum.
Mi piace l'idea di affiancare il case plastico di questo strumento alla calcolatrice Sinclair Oxford Scientific del 1976... è praticamente identico !
Completo questa breve presentazione con una pubblicità trovata qui, notevole il prezzo in Italia, soprattutto se paragonato al prezzo di lancio in UK: £ 54.
domenica 13 settembre 2015
Marzaglia 2015 edizione autunnale
Eccomi a condividere con tutti voi il resoconto sul mercatino di "retro-tecnologia" più bello d'Italia.
Come al solito si parte presto, ad un orario che permette a me ed a mio figlio Luca di arrivare appena dopo le 8:30. Nulla in confronto a chi si trovava nel posteggio già alle 6 del mattino !
Mi colpisce subito un banchetto con magnifiche radio d'epoca. Non so praticamente nulla su questo argomento, ma alcuni pezzi sono veramente affascinanti.
Con Luca ci divertiamo ad ammirare i grammofoni. Le loro trombe di innumerevoli forme e dimensioni sono molto suggestive.
Sono molti gli stand che espongono questi apparecchi a molla, in grado di riprodurre dischi da 78 giri. Cominciamo a parlare con alcuni appassionati, che ci descrivono nei dettagli i due standard di incisione: verticale ed orizzontale.
Ma è senza dubbio questo lo strumento che più ci lascia a bocca aperta: è un organetto a manovella, chiamato anche Accordeon. E' una specie di fisarmonica: l'aria prodotta facendo girare la manovella riempie un polmone di compensazione e poi due mantici che alimentano le ance.
Come può vedersi dal sotto, questo esemplare particolarmente prezioso ha inoltre una specie di xilofono, che aggiunge uno scampanellio al suono delle note.
Ma perchè ci ha colpito così tanto questo strumento musicale di fine ottocento ? Semplice: la musica è registrata su di un disco forato, che ricorda le schede perforate che utilizzeranno i computer 50 anni dopo ! Dopo un'affascinante chiacchierata con il gentilissimo proprietario, decidiamo di acquistare un disco originale da esporre nel nostro piccolo museo, ....è un supporto di memoria decisamente troppo bello, con una storia magnifica da raccontare.
Ci aggiriamo poi nel pratone, salutando numerosi amici. Questo è uno dei motivi che ci spinge a Marzaglia almeno una volta all'anno.
Sono rimasto stupito dal numero di mangiadischi Penny, quest'anno ne ho contati almeno una ventina !
Non ho chiesto il prezzo visto che conservo gelosamente il mio esemplare rosso, ancora perfettamente funzionante dopo una trentina d'anni.
Sul fronte retrocomputer ho visto un bel Amstrad 286 portatile, qualche Amiga ma ovviamente nessun 3000 o 4000 che, credo, continueranno a mancare nella nostra esposizione.
Invece questa volta abbiamo colmato un importante buco grazie a Leonardo che ci ha consegnato sulla fiducia un magnifico esemplare di IBM 5155, il "trasportabile a fatica" che ora ha trovato posto sul nostro scaffale affianco ad altri fratellini:
Speriamo di averlo presto nostro ospite e concludere così lo scambio pattuito.
Come al solito chiudo questo mio veloce resoconto con "l'oggetto più strano" di questa edizione:
Questo triciclo rosa dalle linee aereodinamiche anni '50 era una vera meraviglia. Avrebbe sicuramente fatto felice mia figlia Chiara, ma fortunatamente è ancora troppo piccola per poterlo usare, quindi sono riuscito a resistere ed evitare il salatissimo acquisto.
Come al solito si parte presto, ad un orario che permette a me ed a mio figlio Luca di arrivare appena dopo le 8:30. Nulla in confronto a chi si trovava nel posteggio già alle 6 del mattino !
Mi colpisce subito un banchetto con magnifiche radio d'epoca. Non so praticamente nulla su questo argomento, ma alcuni pezzi sono veramente affascinanti.
Con Luca ci divertiamo ad ammirare i grammofoni. Le loro trombe di innumerevoli forme e dimensioni sono molto suggestive.
Sono molti gli stand che espongono questi apparecchi a molla, in grado di riprodurre dischi da 78 giri. Cominciamo a parlare con alcuni appassionati, che ci descrivono nei dettagli i due standard di incisione: verticale ed orizzontale.
Ma è senza dubbio questo lo strumento che più ci lascia a bocca aperta: è un organetto a manovella, chiamato anche Accordeon. E' una specie di fisarmonica: l'aria prodotta facendo girare la manovella riempie un polmone di compensazione e poi due mantici che alimentano le ance.
Come può vedersi dal sotto, questo esemplare particolarmente prezioso ha inoltre una specie di xilofono, che aggiunge uno scampanellio al suono delle note.
Ma perchè ci ha colpito così tanto questo strumento musicale di fine ottocento ? Semplice: la musica è registrata su di un disco forato, che ricorda le schede perforate che utilizzeranno i computer 50 anni dopo ! Dopo un'affascinante chiacchierata con il gentilissimo proprietario, decidiamo di acquistare un disco originale da esporre nel nostro piccolo museo, ....è un supporto di memoria decisamente troppo bello, con una storia magnifica da raccontare.
Ci aggiriamo poi nel pratone, salutando numerosi amici. Questo è uno dei motivi che ci spinge a Marzaglia almeno una volta all'anno.
Sono rimasto stupito dal numero di mangiadischi Penny, quest'anno ne ho contati almeno una ventina !
Non ho chiesto il prezzo visto che conservo gelosamente il mio esemplare rosso, ancora perfettamente funzionante dopo una trentina d'anni.
Sul fronte retrocomputer ho visto un bel Amstrad 286 portatile, qualche Amiga ma ovviamente nessun 3000 o 4000 che, credo, continueranno a mancare nella nostra esposizione.
Invece questa volta abbiamo colmato un importante buco grazie a Leonardo che ci ha consegnato sulla fiducia un magnifico esemplare di IBM 5155, il "trasportabile a fatica" che ora ha trovato posto sul nostro scaffale affianco ad altri fratellini:
Speriamo di averlo presto nostro ospite e concludere così lo scambio pattuito.
Come al solito chiudo questo mio veloce resoconto con "l'oggetto più strano" di questa edizione:
Questo triciclo rosa dalle linee aereodinamiche anni '50 era una vera meraviglia. Avrebbe sicuramente fatto felice mia figlia Chiara, ma fortunatamente è ancora troppo piccola per poterlo usare, quindi sono riuscito a resistere ed evitare il salatissimo acquisto.
giovedì 3 settembre 2015
Nanocomputer: dalla discarica al museo
Al rientro dalle vacanze, ricomincia a pieno ritmo l'attività della nostra associazione,
...e questa volta, uno di nostri soci ha superato se stesso, con un recupero straordinario:
Sono tre SGS-Ates Nanocomputer e un'altra misteriosa single board di cui parleremo più avanti.
Il Nanocomputer è un interessante sistema di training datato 1979, ottimo per iniziare a programmare con lo Zilog Z80.
Prodotto da SGS (Società Generale Semiconduttori, azienda fondata da Olivetti e Telettra) fusa con Ates (Aziende Tecniche ed Elettroniche del Sud) è quindi un interessante pezzo di storia dell'informatica Made in Italy.
Sono anni che cercavo di recuperare una di questa schede, visto che da parecchio tempo conservo qualche tastierino esadecimale, regalatoci da un Itis di Genova.
Purtroppo le loro board erano state già tutte smaltite, forse qualche tastierino di ricambio si era salvato perchè dimenticato in qualche armadio....
Nel novembre del 2012 leggo sul numero 44 dell'ottima rivista on-line Jurassic News, un articolo specifico, che riaccende il mio interesse. Fino ad oggi però, i nostri tentativi di recupero sono stati vani: sembra che le scuole, un po' per fare spazio, un po' per abitudine, siano solite smaltire queste interessanti schede didattiche non appena diventano inutili perchè fuori programma.
E' quindi con grande emozione che inizio a fare una breve analisi dei tre esemplari recuperati.
Il primo è messo parecchio male, mancano integrati e Rom. Inoltre, come telaio, è molto storto.....sicuramente avrà subito violenti colpi.
Il secondo sembra meglio conservato, con solo qualche zoccolo vuoto. Il terzo, vetro di protezione a parte è il più completo e sicuramente il meno rovinato a livello di telaio.
Dopo qualche prova:
Che bello ! Almeno uno funziona. Ora non ci resta che tentare il recupero anche di un secondo esemplare, per poi iniziare a studiare per bene i due volumi NanoBook, reperibili su hp64000.net !
Veniamo ora alla scheda misteriosa:
Schermo LCD rotto a parte, sembrerebbe essere un prodotto della Elettronica Veneta.
Il web è abbastanza avaro di dettagli su questo modello Z2-MC8088, ma spero di trovare qualche ulteriore informazione. Intanto proveremo a vedere se il display è abbastanza standard e quindi sostituibile per tentare un ripristino.
Due ottimi esempi di informatica italiana che troveranno presto un posto nella nostra area museo.
...e questa volta, uno di nostri soci ha superato se stesso, con un recupero straordinario:
Sono tre SGS-Ates Nanocomputer e un'altra misteriosa single board di cui parleremo più avanti.
Il Nanocomputer è un interessante sistema di training datato 1979, ottimo per iniziare a programmare con lo Zilog Z80.
Prodotto da SGS (Società Generale Semiconduttori, azienda fondata da Olivetti e Telettra) fusa con Ates (Aziende Tecniche ed Elettroniche del Sud) è quindi un interessante pezzo di storia dell'informatica Made in Italy.
Sono anni che cercavo di recuperare una di questa schede, visto che da parecchio tempo conservo qualche tastierino esadecimale, regalatoci da un Itis di Genova.
Purtroppo le loro board erano state già tutte smaltite, forse qualche tastierino di ricambio si era salvato perchè dimenticato in qualche armadio....
Nel novembre del 2012 leggo sul numero 44 dell'ottima rivista on-line Jurassic News, un articolo specifico, che riaccende il mio interesse. Fino ad oggi però, i nostri tentativi di recupero sono stati vani: sembra che le scuole, un po' per fare spazio, un po' per abitudine, siano solite smaltire queste interessanti schede didattiche non appena diventano inutili perchè fuori programma.
E' quindi con grande emozione che inizio a fare una breve analisi dei tre esemplari recuperati.
Il primo è messo parecchio male, mancano integrati e Rom. Inoltre, come telaio, è molto storto.....sicuramente avrà subito violenti colpi.
Il secondo sembra meglio conservato, con solo qualche zoccolo vuoto. Il terzo, vetro di protezione a parte è il più completo e sicuramente il meno rovinato a livello di telaio.
Dopo qualche prova:
Che bello ! Almeno uno funziona. Ora non ci resta che tentare il recupero anche di un secondo esemplare, per poi iniziare a studiare per bene i due volumi NanoBook, reperibili su hp64000.net !
Veniamo ora alla scheda misteriosa:
Schermo LCD rotto a parte, sembrerebbe essere un prodotto della Elettronica Veneta.
Il web è abbastanza avaro di dettagli su questo modello Z2-MC8088, ma spero di trovare qualche ulteriore informazione. Intanto proveremo a vedere se il display è abbastanza standard e quindi sostituibile per tentare un ripristino.
Due ottimi esempi di informatica italiana che troveranno presto un posto nella nostra area museo.
martedì 4 agosto 2015
Grandi arrivi: un nuovo Laser
Centrando nel calendario, con una precisione degna di un rabdomante, l'unica giornata di pioggia degli ultimi mesi, lo scorso sabato abbiamo ritirato il nuovo laser....
E' talmente grande che il primo tentativo di trasporto va a vuoto.....
Le dimensioni decisamente importanti ci costringono ad tornare con un Daily aperto, visto che per pochi centimetri non entra dalle porte di un più comodo furgone Crafter, tutto chiuso.
Copriamo al meglio con un telone impermeabile e carichiamo anche alcune altre macchine, che saranno oggetto di studio per i prossimi mesi.
Non risparmiamo termo-retraibile e nastro adesivo, il viaggio di ritorno si preannuncia parecchio umido, nuvoloni sempre più neri appaiono all'orizzonte.
Contro ogni previsione solo qualche goccia inumidisce le nostre improvvisate protezioni dalle intemperie. All'arrivo un bel gruppo di amici ci attende per aiutare a scaricare.
Ringraziamo pubblicamente i nostri vicini di sede per il prezioso carrello elevatore dotato di forche lunghe, senza di loro sarebbe stato molto rischioso, se non impossibile, procedere alle operazioni di scarico.
La sede, grazie alla rimozione di una parete mobile, era stata precedentemente preparata ad accogliere la nuova macchina.
Ora non ci resta che fare gli opportuni allacciamenti, calibrare gli specchi e siamo pronti a sfruttare un'area di lavoro di 1300 x 900 mm, un impressionante asse Z di ben 500 mm e soprattutto 112 Watt di pura potenza !
Abbiate però ancora un attimo di pazienza, presto sul blog seguiranno foto in uso e descriveremo nel dettaglio anche le altre macchine che vanno ad arricchire la nostra area Open-Lab.
E' talmente grande che il primo tentativo di trasporto va a vuoto.....
Le dimensioni decisamente importanti ci costringono ad tornare con un Daily aperto, visto che per pochi centimetri non entra dalle porte di un più comodo furgone Crafter, tutto chiuso.
Copriamo al meglio con un telone impermeabile e carichiamo anche alcune altre macchine, che saranno oggetto di studio per i prossimi mesi.
Non risparmiamo termo-retraibile e nastro adesivo, il viaggio di ritorno si preannuncia parecchio umido, nuvoloni sempre più neri appaiono all'orizzonte.
Contro ogni previsione solo qualche goccia inumidisce le nostre improvvisate protezioni dalle intemperie. All'arrivo un bel gruppo di amici ci attende per aiutare a scaricare.
Ringraziamo pubblicamente i nostri vicini di sede per il prezioso carrello elevatore dotato di forche lunghe, senza di loro sarebbe stato molto rischioso, se non impossibile, procedere alle operazioni di scarico.
La sede, grazie alla rimozione di una parete mobile, era stata precedentemente preparata ad accogliere la nuova macchina.
Ora non ci resta che fare gli opportuni allacciamenti, calibrare gli specchi e siamo pronti a sfruttare un'area di lavoro di 1300 x 900 mm, un impressionante asse Z di ben 500 mm e soprattutto 112 Watt di pura potenza !
Abbiate però ancora un attimo di pazienza, presto sul blog seguiranno foto in uso e descriveremo nel dettaglio anche le altre macchine che vanno ad arricchire la nostra area Open-Lab.
venerdì 24 luglio 2015
GP2X
Nel prepararla per il suo trasloco nel nostro museo mi ha fatto rivivere il periodo che a me non sembra lontano ma che per molti dei nostri soci è metà della loro vita e per alcuni ragazzi può essere anche prima di essere nati… si il tempo scorre veloce e inesorabile e anche io rivedendo la musica i video e le foto mi accorgo di quanto sono cambiato.
Cominciamo la nostra storia con un preambolo:
la Game Park società Koreana alla fine del 2005 si scinde in 2 società: Game Park Holding (GPH) e Game Park.
Già in precedenza producevano una console simile alla GP2X: la GP32 la Game Park avrebbe dovuto realizzare una console sua la XGP ma non fu mai messa in commercio.
Le prestazioni deludenti della GP32 unite a molti problemi hardware / software avevano pero un po’ affossato l’idea innovativa. L’idea era quella di una console portatile “OPEN” in cui fossero gli utenti e l’homebrew i produttori del software e non le blasonate software house strizzando anche l’occhio al mondo retrocomputing ed emulazione. insomma una mezza pirate machine.
Con la scissione della societa la gamepark holding iniziò la produzione della GP2X.
Le migliorie sono notevoli 2 processori arm, 64 mega di ram, una nand interna da 128 mbyte, un nuovo kernel linux serie 2.4 e un nuovo schermo 320x240.
Distribuiscono anche un nuovo sdk per lo sviluppo basato sulla ide di mingw devc++ modificata con dentro un toolchain. Si tratta di software open e in effetti è tutto open eccezion fatta del bootloader mantenuto chiuso solo per evitare che vengano creati cloni compatibili.
Il resto lo fanno i vari distributori nazionali: quello tedesco “Michael Mozrek” mette in piedi uno store antellitteram (l’iphone e app store sono ancora da essere pensati) dove confluisce tutto il software disponibile L’importatore inglese invece sponsorizza diversi progetti di giochi e porting di giochi open source. Il distributore italiano (tecnologie creative) invece allestisce un sito per sviluppatori: gp2xdev.net.
L’epilogo di questa avventura è purtroppo legato alla nascita degli smartphone e a scelte francamente discutibili. Il colpo di grazia arriva con il pandoro (in italia pandora per evidenti motivi) e la gp2x wiz.
La mia storia invece con la GP2X nasce invece alla fine del 2005 con un mio amico tedesco, che manteneva il forum sdlBasic nella sua lingua nativa, che mi parla di questa console. In questo periodo mi trovo in un cambio rapido nelle abitudini degli informatici che si mettono in massa ad usare microsoft messenger invece delle classiche intramontabili mail. Insomma mi chiede se non è possibile portare sdlBasic sulla console dato che è comunque linux, è open e portare il runtime di sdlBasic vuol dire portare tutti i giochi anche sulla console. Contatto il fornitore tedesco per sapere se è possibile avere una console di sviluppo in conto visione o come preferiscono ma quest’ultimo tergiversa e finisco per comperarla come utente. Il costo è in effetti abbastanza elevato circa 200 euro e la console è priva di tutto perfino dell’alimentatore che rimedio con uno universale.
Le 2 batterie stilo hanno una durate ridicola : meno di 2 ore. Pero è una console fantastica!!
Sicuramente il nintendo ds è meglio e non costa molto di più ma questa è open!
Siamo nel 2005 internet con modem56k (almeno per me ) i cellulari con lo schermo in bianco e nero e il top è il nokia n70. Inizio a giocarci: scarico un po di software l’sdk i giochi portati e scopro il sito italiano degli sviluppatori. Insomma entro nell’ambiente.
Subito mi rendo conto che ci sono 2 strade per sviluppare: l’sdk ufficiale windows decisamente facile e compatto ma limitato e difficile (per le mie conoscenze di allora ) da espandere oppure linux e i toolchain con compilazione statica usando il meglio a prezzo di eseguibili molto grandi. Nell’ambiente ci sono grosse differenze tra i software: a fianco di prodotti professionali e porting perfetti ci sono software mediocri e malfatti insomma molta fuffa. I programmi a pagamento sono semplicemente pochissimi. Altra cosa stranissima è l’età media degli sviluppatori: 18 anni!!! ci sono un sacco di ragazzini 15 enni che ci sanno fare o che fanno baccano e contorno. il forum del sito è vivo e pieno di post e io sono di gran lunga il più vecchio di tutti, anche degli importatori. Tanto che temo di avere la sindrome di Peter Pan
Non riesco a compilare sdlbasic in questa piattaforma e non ho una connessione sufficente per scaricare i (sigh) 100 mbyte dei toolchain linux. Finisco quindi per prendere un gioco linux mancante (flobopuyo) e inizio a fare il porting.
Gp2x è integralmente basata sulle sdl che lavorano in frame buffer. Non c’è x11 e il menù è a tutti gli effetti un launcher scritto con le sdl. La connessione con il pc è attraverso una mini usb e ethernet su usb. Con linux è davvero facile collegarla e per windows c’è un driver da installare. In questo somiglia enormemente alla moderna arietta. I software conviene installarli sulla sd esterna mentre sulla nand c’è tutto il software di sistema anche se ci sarebbe un po’ di spazio extra.
Ricordo poco del porting di flobopuyo: solo che ci ho messo pochissimo che ho dovuto cambiare controlli e parte del menù e che ho scalato tutta la grafica, ho dovuto cambiare il colore di un tipo di elementi per via della resa sul piccolo display e ho cambiato i file audio dal formato mod al formato ogg. Qualche ora di totale trance programmatoria e verso sera riesco a pubblicare il gioco sul repository. Quello che succede nelle ore successive è qualcosa di magico inaspettato e incredibile. dopo un ora il contatore dei download segna 10000!
nella notte diventa 40000 e al mattino è uno dei programmi più scaricati di sempre: si ammetto che il porting è pressoche perfetto ma non mi è mai più capitata una cosa simile. Ancora più incredibile la mail di Evildragon “Mozrek” con la richiesta del permesso di mettere il gioco nella nand in fabbrica e la notizia che sono 3 giorni che il reparto sviluppo in corea è inchiodato a giocare con il gioco :D.
Resta il nodo sdlBasic io non ne esco e decido di sviluppare almeno qualcosa di simile ma più semplice. E’ li che nasce il progetto SGL. La libreira c che rende piu facile scrivere i giochi si dimostra subito performante e veloce e la metto a disposizione di tutti. Purtroppo pero non “prende” come mi aspettavo. Nel frattempo nel sito le amicizie crescono e mi trovo incredibilmente a mio agio con questi ragazzi giovanissimi (molti sono ancora miei amici anche ora che sono cresciuti e lo ricordano come un tempo lontano).
E alla fine arriva un Mago con la emme maiuscola Cesar Urbiquez che da taiwan dove scrive driver per hardware mi compila sdlBasic statico per gp2x e mi manda tutto il toolchain per cross compilare sdlbasic in un colpo solo per tutte le piattaforme da linux.
Come tutte le cose belle anche l’avventura gp2x finisce ma preferisco sorvolare queste parti per conservare al meglio il bello e l’entusiasmo che ha rappresentato questo periodo della mia vita.
martedì 14 luglio 2015
La memoria magnetostrittiva della P101
Ieri sera abbiamo ricevuto un regalo tanto gradito quanto inatteso:
Questa è la memoria a linea di ritardo della mitica Olivetti Programma 101, uno degli straordinari aspetti innovativi di questa macchina, considerata il primo personal computer della storia.
Il funzionamento di questo ingegnoso sistema è piuttosto semplice: una bobina immette un impulso elettrico che si trasforma in una piccola torsione che viaggia attraverso il filo di nichel fino alla bobina di lettura, che acquisisce ed eventualmente reimmette l'informazione.
Cercando di recuperare qualche dato in più, scopro che la capacità è di 1920 bit, pari a circa 240 caratteri. Il tempo impiegato per percorrere tutto il filo era pari a circa 2,2 millisecondi. (Nei link le fonti).
Roberto, un amico con cui sviluppiamo alcuni circuiti elettronici, ci ha donato questo meraviglioso pezzo di storia, che troverà presto una degna collocazione nell'area museo della nostra nuova sede.
Prima di salutarci ci ha mostrato però l'esemplare più importante della sua notevole collezione di hardware: una Programma 101 nuova, mai usata, ancora nel suo imballo originale... Che emozione !
Questa è la memoria a linea di ritardo della mitica Olivetti Programma 101, uno degli straordinari aspetti innovativi di questa macchina, considerata il primo personal computer della storia.
Il funzionamento di questo ingegnoso sistema è piuttosto semplice: una bobina immette un impulso elettrico che si trasforma in una piccola torsione che viaggia attraverso il filo di nichel fino alla bobina di lettura, che acquisisce ed eventualmente reimmette l'informazione.
Cercando di recuperare qualche dato in più, scopro che la capacità è di 1920 bit, pari a circa 240 caratteri. Il tempo impiegato per percorrere tutto il filo era pari a circa 2,2 millisecondi. (Nei link le fonti).
Roberto, un amico con cui sviluppiamo alcuni circuiti elettronici, ci ha donato questo meraviglioso pezzo di storia, che troverà presto una degna collocazione nell'area museo della nostra nuova sede.
Prima di salutarci ci ha mostrato però l'esemplare più importante della sua notevole collezione di hardware: una Programma 101 nuova, mai usata, ancora nel suo imballo originale... Che emozione !
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